STEARICA live a Roma: i torinesi piacciono parecchio

Quando si scrive di musica e si parla di amici si corre il rischio di non essere credibili, ed è per questo che ho meditato qualche giorno: per capire se fosse il caso o meno di raccontarvi la serata del 27 novembre all’Init Live Club di Roma.

Spesso e volentieri mi sono riempita la bocca di parole a caso quali Mia Wallace, Café Noir, Helligators, Effemme, Ashtag (essù, cliccate!) ma è andando a gettare l’orecchio fuori Roma che da qualche anno c’è una sorta di ossessione sonora nei confronti della scena contemporanea piemontese.
I più attenti avranno notato che Oca Nera Rock ha pubblicato già diverse recensioni riferite a band di Torino, e se ancora una volta voglio ricordare I Fasti e La Piramide di Sangue, è con un certo orgoglio che che grandi soddisfazioni rispondono al nome di STEARICA.
Quella di “Fertile” (maggio 2015, Monotreme Records) è stata una trepidante attesa e con una certa dose d’entusiasmo ho ascoltato le 9 tracce del disco tutte d’un fiato, assaporando l’incastro perfetto tra batteria, synth, chitarra e basso.
Quella di “Fertile” è anche una botta sicura, perché dopo averne suggerito l’ascolto a tanti i feedback ricevuti sono stati tutti entusiasti.

By the way, andiamo al sodo: quello con gli STEARICA è stato il primo appuntamento sotto il nome di Turn On Music, e di conseguenza tante erano le paure e tante anche le aspettative.
Se vogliamo aggiungerci il carico da 90, Roma è stata invasa in questi giorni da un vento umido, trasformando il fine mese in un vero e proprio braccio di ferro tra i concerti ed il divano di casa (una scelta decisamente non facile).
Nel mio caso non poteva andare altrimenti: ho scelto il tracollo delle temperature e, coperta da una sciarpa indossata come un burqa, ho seguito gli STEARICA anche nelle tappe in radio.
Perché se ancora non si fosse ancora capito, ve lo confermo nuovamente (e ci dovete credere!): i torinesi piacciono, e pure parecchio.

Piacciono al pubblico che li ascolta da anni.
Piacciono a quelli che li scoprono per la prima volta.
Soprattutto, piacciono agli addetti ai lavori.
Cazzo, ci sarà un motivo, no?

Sono stati ospiti a Radio 1 Rai dove hanno registrato una puntata di “Sterenotte” (condotta da Mauro Zanda e che andrà in onda il 19 dicembre) e hanno fatto tappa a Radio Città Aperta per un’intervista live (con Gianluca Polverari).
Ma come è andato il concerto del venerdì sera?
Beh, hanno decisamente vinto loro.
Sul freddo, sulla curiosità e un po’ anche sulla sfiga di suonare nella stessa sera di un colosso quale “Epica, Etica, Etnica, Pathos”, portato per la prima volta integralmente live sul palco dell’Auditorium Parco della Musica.

La serata è stata condivisa con un grande che risponde al nome di Effemme, ovvero Filippo Marcheggiani.
Da anni chitarrista con Il Banco del Mutuo Soccorso, mi piace sempre raccontare di quando giovanissimo è stato scelto come turnista da Lionel Richie in una sua tournée italiana. Per quanto ci possa piacere o meno stare svegli e fare after all night long, questo è un piccolo segno inconfutabile di quale sia il suo talento: professionista scelto da professionisti di stampo internazionale.
Il primo disco era orientato verso sonorità pop-rock, ma sul palco dell’Init Effemme si è esibito regalando un’anteprima di quello che sarà il nuovo lavoro, decisamente più rock e condito con chitarre taglienti.
Un lavoro del tutto inaspettato, non perché quello di Marcheggiani non sia un progetto valido, anzi: semplicemente ci aveva abituati ad altri suoni, ed ora l’attesa si fa interessante anche per il suo “Oggi mi voglio bene”, la cui uscita è prevista nel 2016.

Dopo un rapido cambio palco, le luci si abbassano (ancor di più, se possibile) e la batteria diventa l’unica cosa illuminata sul palco, vero fulcro della scena.
Il punto è che gli STEARICA live non te li aspetti.
Ascoltando “Fertile” ti arriva qualcosa, sì, ma dritto allo stomaco.
Dal vivo la storia è che vieni invece investito letteralmente da un’onda sonora che ti sdraia, ti penetra e ti conquista.
Se fisicamente sono tre unità distinte e slegate sul palco, ognuno preso dai propri mantra, i ragazzi insieme sono vera adrenalina.
Luca Paiardi è uno che si estranea da tutto e resta lì, in trance, col basso tra le mani.
Francesco Carlucci, ad occhi chiusi, ciondola sul palco lasciandosi guidare dal suono della sua stessa chitarra.
Davide Compagnoni, che diamine, non trova pace e picchia allo sfinimento una batteria imponente agli occhi ma che suonata diviene totale.

Stearica
Torino ha conquistato Roma, e si è esibita davanti ad un pubblico composto da amici, amanti della musica (RadioRock.TO in prima fila) e curiosi.
Ma anche, e va sottolineato, tanti colleghi: come in un bellissimo gioco di supporto e stima, alla serata hanno assistito membri di band quali Jarman, Il Dono, Mia Wallace, 2Hurt, Nicola BarghiS.U.F.I.Helligators, Luminal – e chissà quanti altri che non conosco di persona o che non ho riconosciuto.

Venerdì 27 novembre gli STEARICA hanno vinto eccome, perché “Fertile” picchierà pure duro ma è un disco che unisce la gente.
Tutta.
E per chi non conoscesse Lemon Lights, il dj e producer che ha allietato il post live, stay tuned!
In arrivo novità anche con lui, che di talento ne ha davvero da vendere.

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