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Marlon Brando - Marlon Brando

Marlon Brando – Marlon Brando


In collaborazione con Dio Drone e Toten Schwan, esce in streaming e free download “Marlon Brando” degli omonimi  Marlon Brando, che anticipa l’uscita fisica del disco prevista per febbraio 2016.
Il duo pistoiese formatosi nel 2014 con Tommaso Cantini alla batteria e Lorenzo Cappelli alla chitarra (entrambi ex Lola’s Dead), ci conferma che la scena toscana è in grande fermento.

Marlon Brando è progetto strumentale dalla formazione essenziale, che unisce reminiscenze blues desertiche, riverberi, echi e note monolitiche ad atmosfere teatrali, quasi cinematografiche.
Il duo tiene a precisare che non c’è particolare ricerca negli arrangiamenti, almeno non la stessa che emerge in suoni e dinamiche, è  l’immediatezza dei brani che conta: «La canzone di Marlon Brando è il viaggio, che non va programmato, tanto si torna subito».

Il disco è registrato e mixato da Stefano Tocci all’Ampire Studio di Pistoia e masterizzato a Firenze da Alessandro Maffei.
La connotazione da colonna sonora oltre che dall’atmosfera e dall’uso dei suoni è data anche dalla durata dei pezzi che sono tutti delle piccole opere – il brano più breve dura 5 minuti circa.
Il nostro vagare all’ avventura senza una meta ben precisa, si apre con ‘I’m Not An Hurried Man‘, dove una sorta di brusio quasi incomprensibile accompagna e si intreccia al suono della chitarra e della batteria.
Note cupe ed essenziali e dinamiche non eccessivamente complesse danno vita ad un’atmosfera suggestiva, un brano che ti aspetteresti di sentire durante una video-sonorizzazione.
Con ‘Shelter non cambia l’atmosfera generale, anche se la chitarra in questo caso ha un suono meno apocalittico: sembra quasi un cantato, alterna parti “urlate” a “ sussurri impercettibili”; verso la metà del  brano si presenta di nuovo una voce registrata che segna l’inizio del picco sonoro, il suono diventa più rotondo e potente.
È sempre una voce registrata a chiudere il pezzo e ad introdurre ‘Miracle in the Desert‘, dove tutto diventa più ovattato.
Qui, su un tappeto di suoni indefiniti, è ancora una volta la chitarra ad essere protagonista, diventando sempre più distorta e modificando le dinamiche senza però stravolgerle totalmente: 10:18 minuti in cui l’unica cosa a cui non si pensa è la monotonia.
You Keep Me Up at Night‘ è a mio avviso il brano più potente e forse più immediato, ma non per questo scontato: un incalzante incedere attraverso il deserto, con le raffiche di sabbia che ti graffiano il viso.
Siamo giunti alla fine del viaggio e stiamo per fare ritorno a casa.
El Ultimo Suspiro‘ si apre con una chitarra solitaria come quelle che accompagnano una cavalcata solitaria sin mezzo al deserto nei migliori film western stile Sergio Leone, poi quasi sommessa entra la batteria appena picchiettata sul ride: il suono si espande sempre più e diventa sempre più presente.
Il riff di chitarra rimane costante per circa 3 minuti, per poi cambiare e divenire più monolitico.
Il finale, troncato, temina il pezzo e anche il disco.

Tutto il disco dei Marlon Brando è un’alternarsi di momenti cupi e accartocciati e aperture laceranti.
È un disco da lasciare in loop nelle cuffie mentre cammini sotto la pioggia, e con la fantasia sei in groppa al tuo destriero in mezzo al nulla con il sole cocente che ti ustiona il viso.

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