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Dorothy: di nuovo insieme per Davide nel DaviDay

Ogni città ha il proprio tessuto underground composto da artisti spesso ben diversi tra loro, esponenti più o meno bravi di generi diversi – alcuni più commerciali, altri più sperimentali.
Di sicuro, tra loro, i musicisti “di città” si conoscono tutti: vuoi perché è gente cresciuta insieme, vuoi perché con alcuni si è condiviso il palco, alla fine la musica connette le persone ed è da sempre un ottimo collante.
I Dorothy li ho conosciuti grazie all’organizzazione del Rock In Fuso (ora Turn On Music), che li portò al Fusolab di Roma in una serata che ricordo bene: toni forti, impatto scenico totale e grande (bella) risposta da parte del pubblico.
Tra tutti spiccava sicuramente la figura di Davide Caroccia, voce e leader del gruppo: un ragazzone dal sorriso contagioso, uno di quelli con lo sguardo sempre attento.
Mi colpì nel backstage, prima del live, perché pur sapendo che con la sua band si dedicava al nu metal, tutto mi sarei aspettata meno che un vocione black metal così forte e possente.
Quella fu l’unica volta che vidi i Dorothy, ed anche l’unica volta in cui scambiai quattro chiacchiere con Davide.
Non ci furono altre possibilità anche perché, purtroppo, Davide è scomparso prematuramente nel 2015 lasciando un vuoto evidente non solo tra i famigliari e i compagni della band, ma anche tra i numerosi colleghi e amici della scena musicale di tutta Roma: ragazzo dei Castelli, sulle colline che circondano la capitale, se n’è andato all’improvviso, in silenzio.
Per mantenere vivo il suo ricordo ed il suo carattere solare ed altruista, proprio la famiglia e la band hanno deciso di organizzare il DaviDay, la cui prima edizione sarà il prossimo 23 gennaio al New Rockness di Genzano (Roma).
Per dare supporto all’iniziativa, per conoscere meglio Davide e per sostenere in qualche modo il DaviDay, ci è sembrato doveroso dare voce ai Dorothy, ai compagni di band, che nonostante il dolore di un simile evento si sono fatti forza ed hanno saputo concentrarsi al meglio per realizzare un progetto ammirevole.

Non tutti conoscono la storia dei Dorothy: ci raccontate come nasce la band?

I Dorothy nascono da un’idea di Davide e Alessandro, l’ex chitarrista.
Decidono di dar sfogo alla propria passione musicale avviando un gruppo nu metal, ed è così che fuori da un pub di Albano (Roma), loro due insieme hanno dato vita alla band. L’idea dei Dorothy era quella di fare una cosa diversa rispetto la maggior parte delle band nell’undeground dei Castelli Romani, ovvero far arrivare non solo la potenza e la rabbia da un punto di vista prettamente musicale, dato il genere, ma di trasmettere anche emozioni e messaggi attraverso i testi cantando rigorosamente in madrelingua.

Avete nominato i Castelli, la vostra area di appartenenza geografica: una zona ricca di band che come voi hanno scelto sonorità metal ma anche più estreme. Com’è il rapporto tra voi musicisti?

Saremo sinceri al 100%: abbiamo sempre cercato di creare un clima familiare ed amichevole prima, durante e dopo i nostri live, a prescindere da chi avessimo a fianco, sia con band conosciute da anni sia appena incontrate. Come in tutte le scene underground, anche in quella “Castellana” ci sono band che vanno d’accordo tra loro, altre meno – negarlo sarebbe pura ipocrisia. Nonostante ciò, non appena ci siamo messi in contatto con il locale e con le band che prenderanno parte al DaviDay – tutte band dei Castelli Romani ad eccezione dei The Morning Is For Sleeping (Latina) e We Survived The Maya (Torino) – non c’è stato un secondo di esitazione.
Tutti si sono attivati per aiutarci, hanno partecipato a riunioni e chat organizzative, si sono adoperati non solo per suonare ma per dare concretamente una mano con l’evento, mettendo a disposizione la backline in condivisione e dando il proprio contributo senza porre il minimo dubbio, su nulla.
Di questo ne prendiamo atto e ne siamo grati a tutti, con la gioia nel cuore.

Dorothy
Parlando del DaviDay, è un evento con una duplice funzionalità: ricordare Davide e dare una mano ai bambini più sfortunati.

L’idea di base, da cui è scaturito il tutto, era quella di creare un evento che fosse una festa di compleanno per Davide, il primo sabato successivo al giorno della sua nascita (20 gennaio). Così, abbiamo semplicemente preso il calendario e scelto il 23 gennaio come data dell’evento.
Volevamo creare qualcosa di grande, di immenso: Davide ci ha formati e cresciuti, era nostro amico, compagno, cantante, mentore e chi più ne ha più ne metta.
Il DaviDay è il minimo che potessimo fare.
Per quanto riguarda la beneficenza, sin da subito abbiamo pensato fosse il mondo migliore per gestire gli incassi della serata.
Davide in tutta la sua vita ha sempre condiviso tutto ciò che aveva, aiutando chiunque fosse meno fortunato di lui. La scelta dell’adozione a distanza è stata data da una semplice casualità: la sede dell’Amref a Roma è sita nello stesso palazzo in cui il papà di Davide, Francesco Caroccia, ha vissuto per i primi dieci anni della sua vita e in cui la nonna di Davide faceva la portinaia. Il destino ci ha dato una pacca sulla spalla.

Come anticipato, in questa prima edizione del DaviDay parteciperanno molte band e l’evento è sostenuto da molti personaggi affermati che hanno inviato messaggi di sostegno per la causa (tra i tanti, Lacuna Coil Moseek).
Qual è il programma della giornata?

Ringraziamo chiunque abbia speso il proprio tempo per realizzare un video di invito e partecipazione al DaviDay, nonostante conoscesse o meno Davide.
L’idea di creare questi clip/invito, con personaggi importanti, è nata durante l’ultimo concerto dei Nothing More a Milano, dove Matteo e Stefano hanno avuto modo di interloquire con la band. Averli incontrati, conosciuti, e aver raccontato la nostra storia è stato semplicemente fantastico e loro sono stati di una dolcezza unica nel realizzare il primo video invito.
Da lì ci siamo attivati per crearne altri che, nonostante fossero fatti da band che purtroppo non saranno presenti al DaviDay, creassero seguito e facessero conoscere Davide e la festa che stiamo realizzando per lui.
Il DaviDay aprirà le porte del New Rockness di Genzano alle 16 circa del 23 gennaio: ci saranno stand, liuterie, merchandising delle band, esposizione di foto e di tatuatori.
Dalle ore 18 si partirà con i live e dieci band si alterneranno sul palco fino a notte inoltrata.
D’altronde è per questo che Davide ha sempre vissuto: la musica.

La sua scomparsa ha lasciato un grande vuoto: qual è un ricordo particolare che vi viene in mente su di lui?

Di ricordi ne abbiamo le teste piene, è difficilissimo sceglierne uno in particolare. Ogni istante che abbiamo condiviso con Davide è stato un momento unico e che porteremo per sempre dentro di noi.
Siamo sempre stati una grande famiglia e ci siamo sentiti molto uniti sin da subito, in virtù di quanto vissuto sia in sala prove che sul palco. C’era sempre la giusta alchimia, come se salendo sul palco i Dorothy non fossero cinque persone, ma un’unica entità: ogni emozione trasmessa e provata era condivisa e sentita da tutti.
Anche per questo, nonostante di primo impatto l’idea era quella di non suonare più, abbiamo invece deciso di portare avanti il progetto Dorothy, per portare avanti anche Davide, con noi.

Per avere maggiori informazioni potete seguire la pagina Facebook del DaviDay o seguire l’evento dedicato alla prima edizione.

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