Damien Rice e quella lama che colpisce al cuore

«Questo posto, con tutti gli amici e i musicisti di talento che ho conosciuto, sta diventando come una seconda casa per me»

Sono queste le parole che usa Damien Rice, tra una canzone e l’altra, per spiegare il legame sempre più forte che lo riporta, ancora una volta. in Campania.

La prima, ufficialmente, è stata per concerto benefico nel Maggio del 2017 legato al progetto “Breath” dello street artist Escif, ideato per sostenere la riforestazione del Monte Olivella, nel golfo di Policastro (leggi qui il report).
Ma per chi ha seguito i suoi spostamenti la vera infatuazione è cominciata nei vicoli di Napoli, al di fuori di quell’avvenimento, quando l’artista irlandese ha girovagato tra i club e le piazze del centro storico partenopeo entrando in contatto con i tanti artisti che animano la scena musicale campana.

Quello che si è tenuto il 19 luglio al Belvedere di San Leucio, in provincia di Caserta, in qualche modo è stato il concerto delle assenze. Assenza di una delle canzoni più conosciute di Rice dalla scaletta: ‘The Blower’s Daughter‘ infatti non ha trovato posto nella selezione dei brani eseguiti.
Assenza di personalismi da parte dell’artista irlandese, che per lunghi tratti ha ceduto la ribalta agli artisti chiamati da lui stesso sul palco.
Assenza di distanze tra musicisti e pubblico, assenza di sovrastrutture.
Più volte il concerto è stato interrotto da elogi alla vista che si poteva godere dal cortile del complesso monumentale di S. Leucio scelto come location per la rassegna “Un’estate da BelvedeRe”.

Damien Rice - Wood Water Wind Tour

L’apertura del live è stata affidata alle artiste che accompagnano Rice in questo tour in cui si spostano per il mediterraneo in barca a vela. Prima Mariam The Believer e poi la violoncellista islandese Gyda Valtysdottir hanno creato l’atmosfera ideale per attendere che il tramonto completasse il suo lavoro accendendo i riflettori su ‘The Professor & La Fille Danse‘, ‘The Greatest Bastard‘ e ‘Delicate‘, i primi tre brani che hanno aperto lo show del cantautore irlandese.

Quello di Damien Rice è un concerto a suo modo violento: tra le assenze infatti va annoverata anche quella di pietà.
Il pubblico viene colpito in pieno viso senza fronzoli.
La voce di Damien è una lama che colpisce al cuore, senza giri di parole, ricordando a tutti noi quanto le belle canzoni riescano a parlare di noi anche in assenza di effetti speciali.
Ciò che conta è essere sinceri specialmente con sé stessi, come in  in ‘The box’, senza mai prendersi sul serio come fa lo stesso Damien fingendo di ripassare gli accordi e le parole prima di cominciare a suonare alcuni brani.
Tra le sorprese c’è anche quella di un inedito eseguito al pianoforte che probabilmente rientrerà nel prossimo lavoro del cantautore.
Il cortile del Belvedere intanto si è riempito ed è completamente rapito da quel musicista che illuminato soltanto da un flebile fascio di luce con la sua chitarra continua a sferrare colpi a suon di canzoni, proprio dove fa più male, allo stomaco.

Cominciano ad affiorare i ricordi, Damien racconta delle sue serate a Napoli, dei suoi incontri, come quello con Massimo De Vita, frontman del duo Blindur, che in qualche modo ha segnato l’esperienza italiana di Rice che a sorpresa chiama Massimo sul palco in un reprise di quella serata al Teatro Acacia di qualche tempo fa.
Massimo senza scomporsi regala un fuori programma graditissimo con una versione di ‘Era de maggio‘, una delle canzoni preferite tra quelle italiane di Damien Rice.
Dopo Massimo è la volta di Greta Zuccoli, voce del gruppo Greta & The Wheels, che accompagna Rice in una versione “al buio” («Massimo this is for you») come omaggio a Blindur, di ‘Cold Water‘.
Ma le assenze non sono finite, anzi.
Perché si può andar sempre oltre e Damien lo fa, spegne il microfono e spegne le luci, si avvicina al bordo del palco e in una versione totalmente unplugged e al buio più totale regala una versione di ‘Cannonball‘ da brividi.
Elephant‘ chiude la prima parte del concerto, mentre ‘9 crimes‘ apre il bis in cui troviamo sul palco Damien accompagnato da Mariam The BelieverGyda Valtysdottir oltre che da Greta alla voce.
Molto spazio è lasciato alle artiste che lo accompagnano, in una sorta di “full band” infatti vengono eseguiti ‘Moonchild‘ dal repertorio di Gyda e ‘Bodylife‘ di Mariam.
Non è la serata di Damien, non è la sua sera, è la nostra sera: questo è il messaggio che pare arrivare dall’artista irlandese. Non è un soliloquio, ma un’occasione per condividere qualcosa aiutati dalla musica.
A quel punto tutti si aspettano il finale col botto con ‘The Blower’s Daughter‘ ma il botto non c’è.
L’attesa rimane vana.

Damien Rice - Wood Water Wind Tour

Si impiega qualche minuto a riprendersi e a riabituarsi al brusio di sottofondo delle chiacchiere che durante l’ora e mezza di concerto erano totalmente sparite.
Qualcosa però è rimasto in sospeso.
Molti dei fan storici di Damien Rice sanno che non può finire così ed infatti dopo quasi un’ora in cui gli inguaribili ottimisti hanno continuato a presidiare la zona, ecco uscire la band formata per l’occasione da Massimo De Vita, La terza classe, Greta e Damien con le sue musiciste.

Attorno ai musicisti si crea un cerchio spontaneo che per quasi un’ora non smette di chiedere musica ed altre emozioni. Ecco che nel momento più reale di tutto la serata la musica smette di essere uno spettacolo e diventa condivisione. Ritornano a galla quelle serate napoletane in cui molti musicisti locali hanno stretto legami che hanno tenuto fino ad oggi. Curioso che un artista di fama mondiale come Damien Rice abbia trovato in alcuni dei musicisti meno presenziasti tra quelli campani il suo ideale contraltare.
È quindi la volta di ‘Life’s for the living‘ uno dei cavalli di battaglia della folk band napoletana e di ‘Foto di Classe‘, marchio di fabbrica di Blindur.
Poi ancora ‘Volcano‘, ‘Black Is The Colour‘ (canzone popolare spesso suonata da Rice), ‘Trusty and True‘ ed il gran finale che mancava per poter rendere davvero perfetta questa serata: ‘The Blower’s Daughter‘.

Una delle canzoni più famose di Francesco De Gregori ad un certo punto dice «un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo, dalla fantasia…».
Oo penso che la stessa cosa si possa dire di un cantautore, è in questi termini Damien Rice è uno dei più grandi cantautori che abbia avuto la fortuna di incontrare.


 

 

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