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Buñuel live a Torino: Eugene with a cock

AURICOLARI 1 EURO all’entrata di Spazio211 per il concerto dei Buñuel, ci facciamo un pensierino ma poi decidiamo di sfidare i volumi hardcore a orecchie nude perché ci sentiamo ancora giovani e stronzi e assetati di birra.

Come tutti sanno i Buñuel sono quello che si definisce un “supergruppo”, cioè una piccola Nazionale di rockers provenienti da varie formazioni, il cui destino immediatamente è appassionare con il prestigio dei nomi, ma la cui affezione scema in fretta, come accade per la Nazionale appunto. Sarà questo il caso?

Ci sono Franz Valente e Pierpaolo Capovilla del Teatro degli Orrori (che è un supergruppo a sua volta, se consideriamo l’unione di One Dimensional Man e Super Elastic Bubble Plastic, il supergruppo diventa frattale!), c’è Xabier Iriondo di Afterhours e altri extra-gruppi, c’è Eugene Robinson degli Oxbow, band californiana che sfido i tanti di Spazio211 a conoscere, sono sicuro di vincere la scommessa con la maggior parte di loro, me compreso.

Buñuel Eugene Robinson Pierpaolo Capovilla

Il primo interesse generale è tutto per i musicisti italiani, attesi per il loro nuovo progetto estremo, più estremo degli altri se possibile. Xabier ha il suo piccolo presepe di effetti e chitarre ove il “mahai metak” è il bambinello. Vedere qui per capire in cosa consiste lo strumento da lui costruito. Sfoggia anche il melobar che suona spesso con gli AfterhoursCapovilla già suonava il basso nei One Dimensional Man, Franz alla batteria è il martello che tutti conosciamo.

Appena inizia il concerto, però, è il personaggio di Eugene a ipnotizzare. La presenza è talmente potente, la voce talmente “nigga”, che rimaniamo stregati da questo predicatore tatuato con gli auricolari (lui sì!) premuti con lo scotch nero. Una svampa di testosterone.

Buñuel Eugene Robinson Spazio211

Il pubblico-tipo è maschio bianco, over30, non poga. Il cantante è maschio nero, over40, di una fisicità magnetica. La cantante Kasia Meow è l’unica presenza femminile che si impone nella serata, è ospite in un brano, sia live che su disco.

I Buñuel ci scaricano addosso tutto il loro album “A resting place for strangers”, composto e registrato in maniera fulminea. Fulmineo è anche il concerto, distorto e catartico. Una decina di pezzi sporchi, maledetti e subito, che danno la svolta a un innocuo martedì 2 febbraio torinese.

Buñuel Torino Eugene Robinson

Inizia il bis con ‘Jesus with a cock’. Il concerto si conclude fragoroso con Eugene che scende fra il pubblico (la prima sensazione è di un certo timore, la seconda è una buona risata perché dice che forse vorrebbe andare in bagno). La botta dei Buñuel funziona alla grande, fanculo lo scarsissimo Spotify free che ci fa ascoltare gli streaming moscetti sul computer, la gioia è vivere questa band dal vivo. La bella serata è condivisa con gli amici che ho convinto a venire, ancora più alla cieca di me, e con Luigi De Palma che ha scattato foto spericolate che vedete complete nella sua photogallery.

Nessun’altra webzine vi dirà che la ñ si scrive con Alt + 164. E i Buñuel meritano certamente molto di più di un copia-incolla!

Buñuel Spazio211 Torino

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