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Lindemann, l’arte (erotica) delle provocazioni

Stoccolma, 27 febbraio 2020

Nella discografia dei Rammstein c’è una canzone, ‘Mehr‘ (bonus track contenuta nell’album “Liebe ist für alle da” del 2009) che recita: «Ne ho bisogno tanto e tanto, e solo per me, solo per me, di tutto ciò che vuoi, ho bisogno di dieci volte di più, Non mi riempio mai, non mi riempio mai, è meglio se ne hai di più».
Questa canzone puó benissimo descrivere il concerto di Lindemann e forse tutto il progetto sotto questo nome perché Till finalmente puó essere libero di dire e fare quello che vuole portando tematiche quali sesso, violenza e dolore a nuovi livelli mai visti prima. 
 
Il concerto a Stoccolma viene ospitato all’Annexet, una delle venue dello Stockholm Globe City, polo composto da più edifici dedicati all’intrattenimento musicale e sportivo.
La serata inizia alle 20 ed é la talentuosa Jadu la prima ad esibirsi.
Lei é una giovane cantante che viene da Berlino e presenta il primo album “Nachricht vom feind”.
Tutta la sua immagine ruota intorno ad un certa estetica militare: la band indossa delle uniformi, Jadu un bellissimo vestito in latex.
La sua voce, sensuale e vibrante, ipnotizza il pubblico e si mischia ai suoni spesso duri della musica.
Ascoltando i suoi testi sembra quasi naturale vederla in supporto per il tour di Lindemann.
Essi parlano di lotte (interne ed esterne) e di giochi virtuosi di antagonismi, dell’erotismo oscuro e della brama dell’abisso.
Amore e lotta si uniscono.
Dall’esterno lei può sembrare molto fredda sul palco ma è un atteggiamento necessario a sostenere l’estetica militare.
Come lei stessa ha dichiarato:
«La scuola è stata una lotta, l’amore anche. Ho dovuto combattere per le amicizie, per il riconoscimento, per l’amore di mio padre. E pure per l’accettazione di sé e molto altro ancora. Per questo ho sviluppato un debole per l’estetica militare».
Quest’immagine è quindi una metafora delle lotte interne ed esterne.
 
Jadu
 
Il secondo gruppo ad esibirsi sono gli Aesthetic Perfection da Los Angeles.
Su Wikipedia si legge “Synth pop/Electro industrial e Electronic body music”.
Queste definizioni sono perfette per descrivere il loro show: anche se la loro musica potrebbe sembrare molto fredda, sul palco ogni membro della band esplode con incredibile energia esaltando le singole personalità.
Il cantate, Daniel Graves, è un animale da palcoscenico.
Sa benissimo come intrattenere il pubblico con il proprio corpo, il viso e la sua voce dai toni morbidi ma anche pungenti. 
Il chitarrista Elliott Berlin non sta fermo un secondo e schizza da una parte all’altra del palco, come una scheggia impazzita.
Si ferma solo per suonare il theremin.
Il batterista Joe Letz (già Combichrist ed Emigrate) ha un’energia incredibile.
La sua espressività viene accentuata da un trucco che può ricordare quello di un clown malefico che ha appena vomitato glitter.
Nel complesso, i loro testi sono oscuri e sembrano essere disperati e senza speranza – anche in questo caso sembra comunque che la speranza sia sempre l’ultima a morire.
 
Aesthetic Perfection
 
E dopo esserci scaldati con questi due gruppi di supporto arriva (leggermente in ritardo) il main event: Lindemann.
Il concerto viene introdotto da un video (i video durante questo concerto avranno una parte importante) dove Till si trova in una città portuale, presumibilmente Amsterdam od Amburgo, e si aggira “vestito” solo da un pannolone ed un paio di occhiali d’aviatore (piccolo riferimento ai video di ‘Ohne dich‘ e ‘Du riechst so gut‘ dei Rammstein).
Alla fine si butta in un canale e ció che rimane di lui è il pannolone che galleggia nell’acqua. 
Ed è questo il momento in cui la band sale sul palco.
In fila, un fanale li illumina e li segue nelle loro posizioni.
Tutti i componenti della band sono vestiti totalmente di bianco con un trucco bianco e nero sul viso che potrebbe ricordare una versione decadente del make up degli attori dei film muti, dove utilizzavano il nero intorno agli occhi ed il cerone bianco per evidenziare l’espressione.
Il concerto si apre con ‘Skills in Pills‘, canzone che dà il titolo al loro primo album prettamente cantato in inglese e che ha presentato la band al mondo.
Tutta la setlist è composta da canzoni prese dal primo e secondo album (“F&M”) ed ogni canzone ha un video d’accompagnamento che può essere visto come un mini video clip o la spiegazione visiva del testo della canzone.
In ‘Fat‘, per esempio, nel video compaiono due donne molto in carne che fanno wrestling con Till vestito di rosso in una piscina gonfiabile piena di grasso.
Oppure, durante ‘Allesfresser‘, parte uno dei video dello spettacolo “Hänsel und Gretel” presentato ad Amburgo nel 2018: gli attori dello spettacolo si abbuffano di dolci e Till è vestito da scolaretta (che ricomparirà nel video di ‘Mathematik‘).
E finalmente in uno di questi video si svela il mistero del buco del libro in ‘Knebel‘.
Ma oltre ai video e alle canzoni c’è una parte che possiamo definire “culinaria”.
Infatti, durante la stessa ‘Allesfresser‘ la band inizia a lanciare torte al pubblico guidate dallo stesso Till che indica i “bersagli” con una torcia.
Il pubblico ha diverse reazioni che vanno dal voler farsi prendere al puro terrore di sporcarsi di torta.
E ancora, durante ‘Fish onTill lancia divertito del pesce vero (e piuttosto puzzolente) sul pubblico usando una balestra (questo numero era già stato fatto durante il “Messer tour”, in Ucraina e Russia per promuovere la nuova versione russa del primo libro di poesie di Till Lindemann).
 
Lindemann – Till Lindemann e Peter Tägtgren
Un momento che non dimenticherò riguarda la spruzzata d’acqua sulle prime file durante l’esecuzione di ‘Blut‘ anche se, ripensandoci, poteva andare peggio: avrebbe potuto essere vernice rossa oppure vero Blut (che in tedesco significa sangue).
Un altro video che potrebbe scatenare qualche polemica è quello in cui Till si trova seduto su un divano rosso.
Vestito di tutto punto (sempre di rosso), in grembo è seduta una donna nuda che cerca di leggere una delle sue poesie, “Ich bin nicht böse” (Io non sono cattivo): ogni volta che la donna commette un errore Till le sculaccia il sedere.
Una delle parti divertenti e forse più viste/filmate di questo show è stato ‘Platz Eins‘ durante la quale Till Lindemann e Peter Tägtgren hanno suonato in una bolla di plastica sul pubblico (nei primi concerti di questo tour erano presenti nella “bolla” delle ragazze in lingerie con il volto coperto da delle maschere raffiguranti i volti di Till e Peter, come nel concept dell’ultimo album).
La bolla potrebbe simboleggiare il distacco che crea la fama tra persona famosa e pubblico, che è il tema principale.
Può certamente essere vista come una protezione ma è un’arma a doppio taglio.
Infatti, Till cerca d’interagire con il pubblico ma questa bolla diventa quasi una prigione, concetto che si può tradurre anche nella vita reale come la mancanza quasi totale di vita privata.
Oltre tutto questo sesso, cibo volante, video scioccanti e canzoni ironicamente esplicite, c’è stato un momento durante il concerto che ha stretto molti cuori e fatto scendere alcune lacrime di tristezza.
Questo momento è arrivato durante l’esecuzione di ‘Home Sweet Home‘, una canzone che parla di una persona malata di cancro.
 
Dopo un momento di pausa, la prima canzone che viene suonata è la versione dei Pain di ‘Ach, so gern‘.
Rimane una bella canzone sebbene la versione dell’album sia molto più particolare ed inaspettata. 
Ma non c’è da preoccuparsi perché la seconda canzone dell’Encore è ‘Gummi‘, una delle canzoni più assurde del nuovo album che parla del fetish del latex. 
A chiudere il concerto ‘Steh auf‘, primo simbolo del secondo album, che ha un testo enigmatico ed un video eccentrico e pieno di simboli.
Alla fine la band saluta il pubblico sulle note di ‘Wer weiß das schon‘. 
 
Durante il concerto Till è sembrato rilassato ed a suo agio sul palco, sino a scherzare ed interagire con il pubblico.
Forse perché in questo progetto si sente più sé stesso e non è costretto a realizzare scenografie come accade negli spettacoli con i Rammstein.
Senza dimenticare il lato teatrale della performance, dove ricrea delle scenette buffe o rappresenta con il proprio viso le emozioni che racconta dei suoi testi, il progetto Lindemann rappresenta la libertà che Till si è preso per poter parlare dei temi che, certo, aveva già ampiamente introdotto dal 1994.
Questa volta però ha portato tutto ad un livello diverso.
Ora ha aggiunto la componente visiva che comprende video sessualmente espliciti che hanno scombussolato molti fans.
Tutto questo progetto sembra sconvolgere parte del pubblico per come è strutturato e per cosa mostra.
Personalmente credo che questa sia solo la fase successiva di un percorso artistico iniziato con “Skills in Pills”.
O, forse, addirittura con i Rammstein nel lontano 1994. 

Till Lindemann sta dimostrando di essere un artista a tutto tondo, capace di scrivere e cantare lingue diverse rimanendo comunque fedele a sé stesso.
Ha sperimentato generi diversi (come in ‘Mathematik‘ o ‘Ach, so gern‘) e non ha paura di mostrare al pubblico diversi lati della sua personalità.
È un artista da ammirare per la coerenza ed il coraggio.
Sarà interessante cercare sempre di comprendere il perché di quello che scrive e fa, in attesa di seguire le sue prossime evoluzioni.
Hillel Zavala

Hillel Zavala

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