Saluti da Saturno – Shaloma Locomotiva

A poco meno di un anno dal loro disco precedente, i Saluti da Saturno propongono un lavoro di ricerca e arrangiamento di qualità su canzoni del canzoniere italiano.
Arriviamo un po’ in ritardo, su questo disco, perchè ci è voluto un po’ per capirlo.
Almeno per me.
Tra digressioni retrò e sfisate inquiete di ondioline, clavioline e solovox, celesta, clavicembali e armonium d’ambiente, ripercorrono le hit del liscio e del cantautorato “malcagato” dagli ascolti contemporanei: spaziando da Sergio Endrigo a Gino Paoli, Raul Casadei e altre chicche, la band inscena un carosello felliniano che risulta un incidente spaziotemporale tra passato e futuro.

Dopo la title track Shaloma Locomotiva, che subito ci da le coordinate del viaggio onirico tra passato e presente, inizia la rocambolesca discesa: la cover di Besame mucho, Romagna mia, Io vorrei…non vorrei…ma se vuoi
Già dalla scelta dei titoli ci accorgiamo che i nostri si scansano da quell’idea contemporanea di cover “trash” o volutamente macchiettistica che pervade la scena contemporanea: qui si tratta di free-jazz per nulla spocchioso.
La voce calda e sussurrata fa da collante dei brani in questa enciclopedia di musica che probabilmente nonni e genitori hanno vissuto come noi viviamo Brunori o Lo Stato Sociale…rieditandole in maniera personale ed emozionante.

Si tratta di un disco per pochi, macchinoso e poco invitante per molti.
Malgrado la cultura hype e vintage renda d’obbligo il dire che “si stava meglio quando si stava peggio” sfido ad ascoltare questo disco chiunque si faccia gli istagram dall’alto mentre si vanta dei suoi vinili e gongola citando Piero Ciampi.

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