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Paolo Saporiti – Paolo Saporiti

Dopo che hai preso la mano con il “mestiere” di consigliare i dischi (nemmeno si parla di “recensirli”) capita sempre meno il momento in cui non sai assolutamente che dire sul lavoro che stai ascoltando.

Ascoltando il disco di Paolo Saporiti ci viene subito alla mente un incidente stradale tra la canzone d’autore e un disco alternative.
Arpeggi da chansonnier francese si alternano con bassi fuzz, chitarre elettriche, violini inquietanti e intrusioni martellanti di batteria.
Non sai dove appigliarti, per avere dei riferimenti.

A chi consigliare questo lavoro così completo e profondo?
A chi interessa e apprezza le liriche?
Sì, certo: le parole sono in risalto, e cadono bene evitando con cura rime e salamelecchi grammaticali, niente giochi di parole, niente prosopopea d’autore.

A chi interessa un suono sporco e letale?
Ovvio, il produttore artistico è niente meno che Xabier Iriondo.
Sperimentazione pura che riesce addirittura ad usare una batteria come se fosse uno strumento noise e psichedelico, legato indissolubilmente ad una voce calda e precisa.

A chi si appassiona a realtà “non commerciali” o ha un gusto particolare?
Beh, sicuramente gli arrangiamenti sono tutto tranne che da ascolto rilassato e disattento, mentre le parole e la voce si srotolano su temi quali la violenza e l’autodeterminazione, lo scavarsi dentro e l’atteggiamento particolarmente “combat” che è proprio del folk (pietra angolare dell’album, poi stuprato da suoni lascivi e distorti).

A chi invece ha bisogno di sentirsi malinconico?
Un brano come Erica non darà scampo: ascoltatelo una ventina di volte e vi ritroverete a canticchiare inspiegabilmente.

Ascoltate brani del calibro di Come Hitler e Il Vento dice addio alla Luna: vi lasceranno di stucco.
Brani corti, come coltellate, e spesso che finiscono troppo presto.
E quando termina l’album, dodici brani che si susseguono veloci e senza pietà: ne vorresti ancora.
E qualcuno direbbe che quando finisce qualcosa e ne vuoi ancora, allora quel qualcosa è veramente, veramente fatto bene.

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