Majakovich – Elefante

Nuovo appuntamento con i Majakovich: qualcuno li ricorderà per l’esperienza col tour negli States assieme agli Afterhours, qualcun altro per quel disco di cui si è parlato tanto e uscito nel 2014, “Il primo disco era meglio”.
Se quest’ultimo si era rivelato un album interessante, la seconda uscita per V4V-Records (terza in generale nella discografia della band) convince ancora di più.

L’inizio con ‘Elefante‘ ed ‘Aprile‘ si presenta niente male, e l’ascolto prosegue ancor meglio con l’arrivo di ‘Diecimila Ore’, primo singolo estratto che ha anticipato l’uscita dell’album.
Il trio umbro volteggia su ritornelli efficaci e ne è un esempio quello presente in ‘Un gran bel culo‘.
‘Piero portami a scuola‘ rappresenta solo un assaggio di tutte le potenzialità contenute in questo disco controverso e d’impatto.
Dobbiamo aspettare infatti ‘L’ultimo istante prima di partire‘ per sentire il piano, caratteristica che rende “Elefante” un disco completo sia dal punto di vista delle possibilità dei brani che degli strumenti impiegati.
Negli anni i Majakovich hanno dimostrato grande versatilità, basti pensare al primo “Man Is a Political Animal By Nature” al quale partecipò Giulio Favero del Teatro degli Orrori.
È questa una caratteristica che va presa in considerazione al fine di un giudizio obiettivo e risulta inoltre uno strumento per rinnovare l’interesse di ascoltatori e fan.

Finiamo con l’ipnotica ‘Maledetto me‘ spazzata via da ‘Grammatica e Salvati‘,  un bel colpo di grazia. L’originalità dei riff e il timbro niente male di Francesco Sciamannini sono due elementi che entusiasmano alquanto e spingono a godersi un disco sicuramente di facile fruibilità ma che contiene dei caratteri evidenti solo dopo un ascolto più attento.
Le melodie, ben studiate, nascono tra l’Umbria e l’ Africa passando per New York e Istanbul e nei sound check da un locale all’altro.
Uno di quei locali, appunto, era il Beat Café di San Salvo Marina (CH), occasione per me di capire che i Majakovich live sono molto di più di quanto si riscontra nel disco.
Prima però ascoltate “Elefante“.

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