JUSTIN PIERRE – Permanent Midnight

Un quarto d’ora di ballad american-style

L’Ep di Justin Pierre ci fa tornare adolescenti

Prendi una band che conosci e da essa osserva la carriera di quel componente che, dopo un po’, sceglie di camminare con le proprie gambe.
Cosa ti aspetti di ascoltare, nel suo capitolo da solista?
Per me la risposta a questa domanda è sempre un terno al lotto.

Facciamo due esempi, tanto per rendere l’idea?
Andiamo col primo che mi viene in mente, Steven Tyler.
Con o senza gli Aerosmith, gli riconosco una sorta di coerenza: sul piano del sound non cambia poi molto.
Proviamo a parlare invece di Sting.
In questo caso, tra il lavoro coi Police ed il sound dei suoi lavori c’è un abisso.
Ed emerge, da qui, un altro quesito: sarà la maturità artistica che lo ha fatto virare dalla new wave, il reggae ed il rock al pop?
O sarà che di base, sotto sotto, la sua è un’anima più pop di quel che si pensi?
A prescindere dalla risposta, è un ragionamento che mi destabilizza.

Queste osservazioni introduttive desidero che ci portino, oggi, a Justin Pierre.
Alcuni di voi lo ricorderanno come la voce dei Motion City Soundtrack, band americana dedita al punk pop.
Partendo dal presupposto che punk e pop sono due accezioni che per me non hanno senso di coesistere nella stessa definizione, questo punto di partenza ci serve per capire meglio la direzione del progetto solista di Justin.

“Permanent Midnight” è un Ep di cinque brani, nuovo capitolo che arriva dopo il precedente lavoro del 2018.
Il mood è spensierato, orientato verso sonorità pop con qualche vaga pretesa rock.
Per lo più, siamo davanti ad una serie di ballad romantiche: alcune dai richiami cinematografici (‘Used To Be Old School‘, ‘So Beautiful and Difficult‘), altre dal sapore teenager-American-high-school (‘House of Strangers‘).
È un Ep senza sbavature: ottimi arrangiamenti, cantato pulito, testi accorati.
In questo lavoro si evidenziano sicuramente le doti di Justin Pierre, abituato a lavorare appunto anche nel settore cinematografico.
E nell’insieme, “Permanent Midnight” potrebbe proprio essere la perfetta colonna sonora per un teen movie.
Insisto con l’aggettivo teen: i testi somigliano più alla pagina del diario di un’adolescente che al pensiero di un uomo oltre i quarant’anni.

Al netto di questi quindici minuti di ascolto, “Permanent Midnight” evidenzia qualche eco dei Motion City Soundtrack ma è evidentemente un disco più personale che si discosta dalle produzioni precedenti.
Non sarà un Ep che lascerà il segno nella storia della musica ma se desiderate tornare giovani alle prese con la posta del cuore, l’ascolto potrebbe essere un buon investimento per un quarto d’ora della vostra giornata.

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