JÜ & Kjetil Møster! – JÜ Meets Møster!

Altro capolavoro targato RareNoise Records.
Stavolta il connubio perfetto è tra gli ungheresi e il sassofonista norvegese Kjetil Møster: uno strano ensemble dal sapore internazionale che intreccia un rock libero dagli schemi con creative sonorità free jazz.

L’originale quartetto sembra essersi divertito molto.
Da una parte ci sono gli , particolare trio jazz sperimentale di Budapest noto per i virtuosismi e una folle attitudine progressive alla King Crimson.
Dall’altra sua maestà Kjetil Møster, polistrumentista di Bergen che conta numerose collaborazioni importanti come ad esempio quelle con Chick Corea e Pat Metheny e che figura in molteplici progetti come i Datarock e la Trondheim Jazz Orchestra. Tra i quattro si è instaurato un legame che li ha portati a far dialogare limpidamente tra di loro i rispettivi strumenti.
Un mix letale di sei tracce che incrocia il visionario art rock degli uni e il jazz futuristico dell’altro.
Da Dear Johann, spezzata e vigorosa opening track in cui pervade un certo bebop acido e parkeriano mischiato con un ruggente e trapanante prog metal, passiamo ai toni cupi ed introspettivi di Bahjan, brano in climax via via sempre più elettricamente energico (degno di nota il monologo della chitarra nel bel mezzo) che assume contorte sfumature quasi sul funky verso il termine.
Seguono poi Morze, seducente e versatile suite dedicata al musicista ungherese Ágoston Béla, uno dei maestri del free jazz del paese dell’est Europa e compositore di colonne sonore di parecchi film made in Hungary, e Hassassin, pungente e rabbiosa traccia “noise”. Chiudono il cerchio KJU, misterioso e rumoristico brano (il più breve dell’intero album) in cui emerge il clarinetto suadente del signor Møster, e One, suggestiva, tempestosa e quasi aliena closing track che, al contrario di KJU, è anche il pezzo più lungo di tutto il disco.

Alcuni lo chiamano powerjazz, alcuni free rock, altri nujazz, forse non c’è una definizione esatta per tutta questa furia strumentale. Attendiamo un altro incontro tra JÜ & Kjetil Møster: il lavoro è decisamente eccellente.

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