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Joan As Police Woman - Damned Devotion

Joan As Police Woman – Damned Devotion


È una ”Damned Devotion” quella che riporta sulla scena la straordinaria Joan Wasser, in arte Joan As Police Woman, che ha pubblicato questo suo settimo disco il 9 febbraio 2018 per [PIAS].

La cantautrice statunitense ha realizzato infatti un disco ricco ma al contempo minimale: un disco dove le atmosfere – e la copertina – mostrano le sembianze dell’oscurità ma la bellezza di certi versi e la raffinatezza di alcune sfumature sonore riescono invece a splendere in maniera armoniosa.

La dannata devozione di Joan dà una prima possibilità di essere assaporata attraverso ‘Wonderful‘, brano ballad dolce che sembra far da sottofondo al viaggio di una donna che esplora sé stessa ed i propri sentimenti, anche quando questi sono contrastanti.
Ma lei sa di essere meravigliosa e di meritarsi un amore altrettanto ammirevole.
La voce soave della Wasser si approccia con un gusto soul sulle note di ‘Warning Bell’, un campanello d’allarme che viene invocato come utile strumento per placare certi istinti.
‘Tell Me’ è una richiesta esplicita: «tell me, tell me what do you want..-..tell me what do you need’».
Insomma, cerchiamo chiarezza: nei rapporti e nei sentimenti, il tutto su di un groove accattivante ed estremamente sensuale dorato.

C’è del falsetto e qualche inconscia influenza anni ’80 sulle note di ‘Steed (for Jean Genet)’ e si giunge poi alla title track ‘Damned Devotion’, carnale e vorticosa, ricca degli effetti della drum machine.
‘The Silence’ suona per quasi cinque minuti e lo fa in maniera vigorosa, innalzando come un rito mistico l’idea dell’amante su di un altare – il tutto però con un certo, solido femminismo.
‘Valid Jagger’ è come un canto accompagnato da un’arpa, dolce ma deciso («Say no lie to me…Bring your love to me»).
Torniamo sul pop ondeggiante con ‘Rely On’ mentre ‘What Was It Like’ è una ballad al piano che Joan As Police Woman dedica al proprio padre (recentemente scomparso).
L’amore è complesso e vibrante come il jazz di ‘Talk About It Later’, le sperimentazioni sempre compiacenti e sornione – come avviene su ‘Silly Me’, un brano in cui si tratta quella difficile sensazione che si può provare quando si inizia a dubitare di sé stessi, dopo essere stati stremati dagli altri.
Ultima traccia del disco è ‘I Don’t Mind’, brano che racconta la leggerezza di una donna che si sente innamorata e completamente liberata da tale sensazione, che la trasmette in un nuovo mondo, luminoso, ovattato, confortevole.

”Damned Devotion” è un disco che riconferma il livello artistico e la bravura della sua autrice, che nel tempo e nei suoi sette album in studio non ha mai perso quella capacità di esprimersi in maniera raffinata attraverso voce, testi e sonorità.
Joan As Police Woman  – che nel 2016 aveva pubblicato un lavoro electro-pop con Benjamin Lazar Davis, ”Let it be you” – è infatti una professionista che sa infondere idee, spunti e sperimentazioni colte entro le forme morbide e accoglienti di una sensualità mai volgare ma in grado di ammaliare anche l’ascoltatore più distratto.

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