Grodek – DemOne

Ogni volta è la prima volta, specie se alle prese con un ep black/doom metal: stavolta è il turno dei compaesani Grodek, direttamente da Vasto in provincia di Chieti (da non confondere con gli omonimi tedeschi, tutt’altro genere direi).

Cos’è che balza subito “all’orecchio” ascoltando il loro DemOne?
Innanzitutto, una certa padronanza del genere: il frenetico passaggio dal pulito al distorto, il frequente ricorso all’acustico, ma soprattutto uno spiccato menefreghismo nei confronti di tutto ciò che concerne la composizione, che si presenta scarna e minimale come solitamente in uso nella maggior parte delle band alle prime armi.
E questo fa loro onore.

Ma veniamo al dunque: le belle distorsioni di chitarra, quelle che piacciono al sottoscritto, arrivano quando meno te lo aspetti.
Chant for a silver moon è una traccia decisamente timida che trova massima espressione nel durante, evolvendosi senza scrupoli e lasciando spazio al suo lato oscuro.
Vi piacciono gli Alcest? Vi piacciono gli Opeth di Deliverence e Damnation?
E allora andiamo d’accordo, o meglio, questo è l’ep che fa al caso vostro.
In
life and death è l’esempio più azzeccato: intro in acustico e subito dopo un bell’intermezzo, eseguito quasi alla perfezione dalla maggior parte dei componenti.
E’ qui che il basso emerge per la prima volta in modo impeccabile.
Ma c’è qualcosa che non va, o meglio, che andrebbe rivisto.
A mio avviso sono presenti delle lacune nella sezione ritmica: la batteria non riesce a tenere testa a tutto il resto.
Non parlo di virtuosismi né di mancanza di personalità negli arrangiamenti: probabilmente si tratta solo di un approccio inadeguato ai brani a livello di esecuzione.
In ogni caso, DemOne è un valido Ep e vanno tenuti in considerazione alcuni fattori fondamentali: il genere, l’esperienza e la volontà di fare bene.

I Grodek hanno molto coraggio, suonano un genere di nicchia nel bel mezzo della cosiddetta verde età, mettendo a dura prova le proprie capacità.
Registrare un ep del genere oggi vuol dire rischiare, è vero, ma credo che la grinta giochi un ruolo fondamentale.
Sono dell’idea che fare musica propria, fregarsene di tutto proponendo qualcosa di particolare debba essere una prerogativa e non una possibilità o una strada da poter intraprendere.

Aspettiamo il secondo lavoro, un disco o un secondo Ep: nel frattempo, ci riascoltiamo questo DemOne con i suoi 4 brani, con la speranza che qualcosa di davvero interessante possa scaturire dalle menti di questi ragazzi che si affacciano per la prima volta in quella parte di mondo metal che va al di là di qualche urlo messo qua e là.
Buona la prima!

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