Gonzalo – Labors

Minimale e con pochi fronzoli, ecco il lavoro dei Gonzalo, trascinante e suggestivo quanto basta.

Leave the story untold è un chiaro esempio di quel sound malinconico che caratterizzò un po’ tutte le band di inizio millennio.
Un timbro vocale che si presta bene all’acustico, viene “riempito” egregiamente dall’ingente contributo offerto dal violino, mai scontato o messo lì tanto per far scena, e che in realtà dimostra il proprio eclettismo in brani come June Carter e Carnage.
Passando invece alla questione dei testi, il tema sentimentale che solitamente non mi entusiasma più di tanto, qui addirittura risulta interessante.
Nonostante quel po’ di inglese scolastico, non trovo difficoltà a captare una notevole capacità espressiva di cui, ahimè, molte band italiane son prive.

Insomma, un disco da non sottovalutare, tutto in acustico, e che si presta anche ad un ascolto disimpegnato.
Un po’ sempliciotto forse, ma citando Capra dei Gazebo “che poi, la musica: ognuno fa quella che le pare”.

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