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Full Effect – -Reconcilement- at present, a sweet lullaby


Non si capisce bene se sia una sorta di ripiego da parte dell’industria discografica o una sorta di nostalgia di massa, ad aver spinto i professionisti della musica a ripescare materiale fine anni ‘90/’00.
Fioccano infatti le ristampe e i box, prolificano le remasterizzazioni in digitale e si fa del tutto per ripulire bootleg più o meno ufficiali per darli in pasto a un pubblico distante ormai anni luce dal mercato del supporto musicale, che sia esso cd, vinile o altro. Gruppi più o meno noti, nazionali e internazionali non perdono occasione per riproporre il loro disco migliore, celebrandolo con qualche inedito.
Tra tutte queste riedizioni ho avuto la possibilità di ascoltare a lungo un disco italianissimo: –Reconcilement- at present, a sweet lullaby dei Full Effect, una delle band più alternative dello scenario rock italiano degli anni ‘90/’00.
Scioltisi definitivamente nel 2006, i Full Effect ci hanno consegnato in circa dieci anni di attività, tre album e due EP: –Reconcilement- at present, a sweet lullaby è stato il loro secondo disco ufficiale uscito nel 2002, ripubblicato nel 2012 e posto in free download sulla piattaforma digitale Bandcamp nel 2014.

Sono sicuro che dietro la voglia di rispolverare questo vecchio progetto ci sia Nicola Manzan, chitarra dei Full Effect, e one man band di Bologna Violenta, nonché musicista per tanti altri gruppi tra cui Il Teatro Degli Orrori.
Sembra quasi impossibile che una band italianissima (trevigiana), sia riuscita a amalgamare hard-core, noise, metal e sperimentazione pura, traendone fuori un disco pesante come un macigno, enorme nel sound e micidiale nel cantato.
Francamente non mi sentirei di consigliare questo disco a un fruitore di musica puramente alternativa, no.
Reconcilement- at present, a sweet lullaby è un disco per un ascoltatore disposto a far tesoro di un sound immenso, cronico e lancinante.
Al primo ascolto le orecchie vengono concretamente bombardate di musica.
Premesso che il cantato estremo è rabbiosamente sempre in primo piano, ho provato a distogliere l’attenzione da esso per concentrarmi sulla musica: ho scoperto un disco bellissimo.
Reconcilement- at present, a sweet lullaby nella più fedele tradizione core, esplode con basi ritmiche e melodiche potenti e avvolgenti.
In Cry down, In winter i found a rock, Black, My pole star e The Weel, l’espressionismo esasperato del disco trova il suo maggior compimento.
In Synestésie…., Fecondity…., le atmosfere si rilassano appena per lasciare spazio alla sperimentazione, che trova massima manifestazione in Red Toy.
Reputo ‘Madame Lily’ la vera perla del disco, posta a metà scaletta è una cavalcata forsennata e catastrofica, una vera battaglia sacra in cui i Full Effect combattono con tutte le forze possibili, perfetta la pausa a circa metà pezzo con il recupero di fiato del cantante.
A dare ulteriore carattere alla versione 2014 sono arrivate anche tre Bonus Track.

Ascoltando “-Reconcilement- at present, a sweet lullaby” ho provato ad immaginare un live dei Full Effect: probabilmente un’esperienza fuori dal comune che spero prima o poi di poter provare.
Contrariamente a quanto pronosticava Metalitalia nel 2002, purtroppo -Reconcilement- of present, a sweet lullaby non è stato il battistrada per le band italiane che avrebbero dovuto farsi conoscere nella scena rock alternative internazionale, ma resta comunque una perla che almeno in Italia ha fatto scuola a tante band emergenti.

La pulce nell’orecchio?
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