Flo Morrissey – Tomorrow will be beautiful


Descrivere “Tomorrow will be beautiful” di Flo Morrissey senza ricorrere agli stereotipi sugli artisti giovanissimi non è impresa delle più semplici, perché la ventunenne cantautrice inglese incarna alla perfezione tutti quei fattori che spesso si appioppano ai debuttanti, che siano meritevoli o meno.
La realtà dei fatti è però questa: c’è freschezza e immediatezza nella sua musica, con una facilità di ascolto rimarchevole e una sensazione di avere di fronte qualcosa di nuovo anche se non rivoluzionario.

Possiamo raccontare di un modo nuovo di proporre una ricetta collaudata, utilizzando ingredienti conosciuti e lavorando sulla loro combinazione, arrivando a un risultato che va a segno a colpo sicuro.
C’è la voce di Flo Morrissey che richiama quella di altre ragazze che in questi anni Dieci hanno fatto il botto nella musica indie, particolare e pulita senza essere angelica.
La musica presenta più arpeggi che suoni precisi e diretti, si accompagna alla voce senza mai toglierle la scena ma adattandosi e rimanendo a ruota, non finisce mai sopra le righe e non si perde in fronzoli. Il modo di cantare pure appare essenziale per certi versi, non troviamo forzature ed esercizi di stile. Quanto tutto l’insieme sale di tono, lo fa in maniera estremamente naturale senza voler risultare invadente, ed è principalmente a questo che è legata l’idea di novità.

Alcuni brani peccano forse di identità e restano sullo sfondo, ma i passaggi ad effetto di “Tomorrow will be beautiful” sono assolutamente d’impatto e destinati a rimanere in loop nell’aria. Il pezzo di apertura, ‘Show me‘, ci mostra Flo Morrissey entrare in punta di piedi salvo poi salire di tono senza farci capire quando è successo. Il singolo ‘Pages of gold‘ parte invece subito forte, accompagnato da un arrangiamento incisivo, ed è quanto di più incisivo si possa trovare nell’intero disco. A seguire, la primissima canzone che ha fatto accendere i riflettori su Flo Morrissey, ‘If you can’t love this all goes away‘, più melodica e pop, un terreno accattivante ma che valorizza solo in parte le sue qualità.
A completare un inizio a vele spiegate, ‘Betrayed‘ e la ariosissima ‘Sleeplessly dreaming‘ che ad un certo punto si apre con forza e discrezione al tempo stesso, mettendo bene in risalto le doti vocali della ragazza.
La seconda parte del disco suona un po’ più dimessa, i pezzi sono più cantautorali, semplici e ben costruiti come sempre, da ‘I only like his hat, not him‘ alla chiusura con la title-track ‘Tomorrow will be beautiful‘ passando attraverso ‘Why‘, ma hanno un passo meno aggressivo. Rendono comunque l’idea di cosa possa fare Flo Morrissey quando privilegia la melodia e la pulizia dei “sentimenti”.

Ci sono spunti e peculiarità notevoli, in “Tomorrow will be beautiful“, le doti musicali a trecentosessanta gradi non sacrificano l’originalità. Con questa voce e con queste idee, il pericolo di lasciarsi contaminare da uno stile più di tendenza e di facile presa può essere forte, ma c’è da augurarsi che il richiamo di queste sirene non interessi Flo Morrissey, che deve continuare a fare quel che sa fare, se queste sono le evidenze.

Matteo Ferrari

Matteo Ferrari

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Nato nel 1984 nell'allora Regno Lombardo-Veneto. Un onesto intelletto prestato all'industria metalmeccanica, mentre la presunta ispirazione trova sfogo nelle canzonette d'Albione, nelle distorsioni, nei bassi ingombranti e nel running incostante.

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