Bob Moses – Desire


Musica per nuovi mondi.
Un synth pop fluido dai ritmi avvolgenti, capace di un uso molto freddo dell’elettronica che riporta alle atmosfere di fine anni Ottanta e inizio anni Novanta, quando l’elettronica iniziò a mettere radici all’interno anche di una ambientazione pop-rock.
In “Desire”, nato dalla collaborazione con il produttore Zhu, si evincono voglia e bisogno di normalità che vanno oltre questo anno abnormale.
Ballate suadenti e ritmi incalzanti per questi trenta minuti di musica, in cui ci sono continui climax che viaggiano sull’onda di un remix permanente.
‘The Blame’, ‘Hold me up’ e ‘Outlier’ accompagnano per mano l’ascoltatore in un universo sonoro accogliente e allegro, a tratti davvero trascinante.
L’espansione sonora si fa ancora più marcata in brani come ‘Love we Found’, dove il ritmo si va facendo ipnotico.

Ecco, il ritmo è la chiave per ascoltare questo album.
La ricerca di un ritmo, di un battito primitivo, di una pulsazione sonora che questo momento storico così disorientato sembra quasi avere espulso dal nostro quotidiano.
Abbiamo bisogno di un muro di suoni che ci indichi la via del quotidiano e che non sia solo una ricerca di accompagnamento.
Ecco, i Bob Moses nella loro ricerca musicale sembrano avere tracciato una strada: partendo da New York , passando per Los Angeles sino alle calde coste di Vancouver.
Lidi geografici che ne hanno formato gli incantamenti sonori.

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