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Treves Blues Band, il blues delle emozioni

Sondrio, 25 gennaio 2020

Ce ne vogliano pure i nuovi trappers, i rappers, gli arrabbiati all’acqua di rosa senza arte e senza parte, quelli che vivono la vita una barra dopo l’altra, scollegati e inorganici.
Fabio Treves, il Blues italiano, va in giro a sciolinare rime, sleghi e beat attraverso il più semplice degli strumenti blues: la sua armonica a bocca.

Il tour “70 in Blues” arriva al Teatro Sociale di Sondrio e lo fa con un nome tanto pesante quanto leggero e gentiluomo è la persona che da decenni calca i palchi di tutto il mondo.
Una platea gremita viene accolta pochi minuti dopo le 21 in una fredda giornata d’inverno da una breve opening a cura dei membri della sua band: un eccellente Ale “kid” Gariazzo (chitarre e voce) ed un metronomico Gabriele Delle Piane suonano sul tappeto ritmico tessuto da un bravissimo Massimo Serra.

Il Puma di Lambrate sale sul palco e si comincia con un pezzo che aleggia tra le note dello standard di ‘Summertime‘ – d’altronde le storie sono comuni a tutti ma tutti le vivono sulle proprie corde.
Il concerto viaggia nella storia del blues e del suo protagonista, che ha suonato e collaborato con l’arcobaleno di artisti che colorano le facce che il blues può assumere.
Si alternano i grandi, da Sonny Rollins alla leggenda della chitarra blues Robert Johnson passando per altri grandi delle dodici battute: una gioia per le orecchie e conseguente mandibola per terra per il suo spettacolare duetto diventato solo con un bravissimo Gariazzo alle chitarre, mandolino e lap steel guitar.

Treves-Blues-Band-Tour - Sondrio
Bravura alla lap steel guitar udibile dalla ottima esecuzione in un brano, che rievoca un bucolico viaggio in macchina attraverso le grandi praterie americane ma che può essere ricondotto anche alla bassa padana dove il vento garrisce sulle coltivazioni e lo sguardo si perde nell’orizzonte e nelle nuvole.
Un tema romantico comune, ritrovabile nella cultura mondiale.
Simbolo di cambiamento e ribellione è il treno, un’idea e un’icona blues, ripreso anche dal collega Joe Bonamassa, dove Treves riesce attraverso la sua tecnica sopraffina e intensità esecutiva a ricreare il tipico sound della locomotiva in movimento con ‘Train Time Blues‘.

Tantissime sono le occasioni durante le quali Treves interagisce e rende partecipe il pubblico scendendo in platea, proponendo versioni acustiche ed intime di chitarra e armonica, piuttosto che con sagaci e simpatiche battute o, ancora, aneddoti sulla carriera che lo ha portato recentemente anche ad aprire l’ultimo live di Bruce Springsteen a Roma.

Il suo blues è quello del delta del Po, che attraverso i suoi affluenti riporta le storie di fatica, di sacrificio, di solitudine, di pianti, di testardaggine, di felicità, di soprusi, di sollievo, di speranza e rassegnazione nei suoi fluvi, che segna con il un incedere lento e placido, la strada di tutte le nostre anime.
Quegli affluenti siamo noi, di un fiume che può essere il Po, il Mississipi o il Tevere, il Mekong o il Crati.
Il blues di Fabio Treves è la vita: possiede ritmo, quel bpm che si incastra tra 65 e 100 e che sincronizza il cuore allo scandire dei momenti.
È la vita che ci accade e il suo riflesso attraverso le nostre emozioni, che vibrano e respirano come la sua armonica.


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