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TOdays Festival 2016

TODAYS Festival 2016 Day 1: l’importante è gigioneggiare

Nella recente tradizione dei festival estivi di casa nostra, il TODAYS Festival di Torino è di certo una delle realtà più vive e interessanti.
La filosofia è quella di concentrare tutto in un weekend, attraverso location diverse ma a distanza ravvicinata le une dalle altre, offrendo lineup non banali e che incontrano diversi gusti, mantenendo però una certa coerenza e suddividendo bene gli artisti sulle diverse date.

TODAYS Festival 2016, nei tre giorni dal 26 al 28 agosto, unisce grandi nomi della musica internazionale ad artisti in vista nel panorama italiano, aggiungendo volti emergenti e molto interessanti della vivace scena torinese. I due principali palcoscenici del TODAYS Festival 2016 sono quello storico dello Spazio 211 e la novità della Ex Fabbrica INCET, a cui si aggiungono gli spazi del Museo Ettore Fico, del Parco Verde Aurelio Peccei e della Galleria d’Arte Gagliardi e Domke. Il cronoprogramma è studiato in modo da fornire un percorso ideale attraverso le varie situazioni, senza perdere nemmeno un evento.

Prima serata, 26 agosto: si parte da Spazio 211, l’inaugurazione del palco è affidata a due terzetti di casa: prima Pugile, che partono da una base elettronica miscelando diverse influenze e combinando i suoni per un effetto imprevedibile e fuori dagli schemi, e poi Niagara, che in realtà sono un duo che diventa trio nelle occasioni live, che ai suoni elettronici e ai campionamenti aggiungono un forte impianto visuale, parte integrante del loro show.

Niagara - Todays Festival 2016

Il primo nome di richiamo di questa serata di apertura del TODAYS Festival 2016 è pure all’insegna della sperimentazione: Iosonouncane, nato in Sardegna, formato a Bologna, affermato poi in tutta Italia, riflette questa elaborazione nella propria musica, che propone sul palco dello Spazio 211 accompagnato da una nutrita band. Il risultato è un hard folk molto impattante, ottenuto attraverso una elaborata costruzione e diversificazione dei suoni, appoggiata su una linea potente e con una voce piuttosto asprigna.

Iosonouncane - Todays Festival 2016

Questa sofisticazione di Iosonouncane va un po’ a discapito dell’immediatezza, rendendo la musica potenzialmente ostica per qualcuno, ma la qualità di quanto messo in scena gioca a suo favore. Ci sono anche passaggi più morbidi, come ‘Stormi‘ con l’intervento della chitarra acustica a dare un maggiore appeal.

Tocca poi agli headliner di questa prima metà di serata del TODAYS Festival 2016, i francesi M83.
Li introduce un lungo soundcheck, e li attende un palco di grande effetto scenico, con americane poste in maniera obliqua e una gamma di luci tra il rosa e il blu, e l’inizio è morbido. Anthony Gonzalez, mente storica del gruppo, tiene il centro della scena e fa leva sul pubblico, usando la compiacenza del battimani su tastiere già ammiccanti di loro. Un suono accattivante in una cornice di luci importanti e scenografiche, voci timide che si presentano perlopiù sottoforma di coro, e la presa è garantità. Gli M83 sono abili nelle variazioni, e se nella parte centrale del palco si gigioneggia molto per trascinare il parterre, a dare anima alla scena e al suono ci pensa dal lato destro la tastierista Kaela Sinclair, nuovo acquisto di questo 2016, molto azzeccato.
M83 - Todays Festival 2016

Gli M83 hanno una storia più che decennale, nel corso della quale hanno attraversato diverse fasi e esperienze musicali distanti tra di loro. Riescono a portare in scena un suono strutturato e distorto tirato verso l’alto, come avviene per ‘Intro‘, per poi virare in pieno French style su un classico electropop, sfiorando la sintesi della dance, a effetto ma un po’ spersonalizzante. L’impronta francese si ripresenta in un groove anni 80, che trova piena espressione in ‘Go!‘. Si privano poi di ogni strumento a corde, salvo poi far ricomparire le chitarre nel finale ma ad uso quasi esclusivamente scenico, lanciandosi nel loro cavallo di battaglia arrizzafolle, la celeberrima ‘Midnight city‘. Si chiude con un finale da balera, in un groviglio di luci su una semplice e azzeccata accoppiata tra cassa e un paio di scale, ponendo fine a un’esibizione un po’ troppo breve ma dalla resa notevole.

A metà del cammino tra Spazio 211 e l’Ex Fabbrica INCET si trova il Museo Ettore Fico, in cui ha luogo un’esibizione interlocutoria di Calcutta, che si presenta accompagnato eccezionalmente da un coro gospel. Una discreta ressa ci impedisce di accaparrarci i pochi posti disponibili, tutti gratuiti, segno del grande riscontro di pubblico che riesce a ottenere l’artista romano. Sarà per un’altra volta, forse.

Ultima tappa per il primo giorno del TODAYS Festival 2016: si scava nell’archeologia industriale e si va all’Ex Fabbrica INCET, dove ci attende una valida alternativa a Calcutta -ovvero una birra- prima dell’esibizione di Paolo Spaccamonti. Anch’egli torinese, come da apprezzabile politica del festival, ci introduce nel mondo della musica da film, accompagnandoci senza farsi troppo protagonista in uno spettacolo equamente distribuito tra una parte di suoni/effetti e una parte visual, che in questo affascinante capannone dismesso e abbellito riescono a trovare ancora maggior risalto.

È un pubblico ibrido di musicofili e cinefili quello che attende il maestro John Carpenter. Il quasi settantenne regista di numerosi film, capolavori dell’horror e del grottesco, dopo aver composto per anni le colonne sonore delle proprie opere si è cimentato negli ultimi anni con un paio di dischi, “Lost Themes” e “Lost Themes II”, nei quali ha giocato a comporre brani da colonna sonora senza assegnar loro un film.

John Carpenter - Todays Festival 2016

La scaletta del concerto con cui John Carpenter e la sua band di altri quattro elementi si esibisce al TODAYS Festival raccoglie canzoni dai film e dai dischi, quasi sempre accompagnati da spezzoni veri o immaginari proiettati alle loro spalle. È il partito dei cinefili ad andare maggiormente in visibilio, ma anche per i musicofili, categoria di apppartenenza dello scrivente, lo show è accattivante e non troppo pretenzioso come qualcuno avrebbe potuto temere. L’esecuzione ha un tono epico, il modo con cui il regista si approccia al pubblico è tutt’altro che altezzoso, anzi tipicamente americano, caloroso e sopra le righe. Tutto sapore della grandeur americana di decenni passati, che sono poi quelli dei grandi successi cinematografici di Carpenter. Si scherza fino alla fine, quello che colpisce è il modo un po’ spaccone ma estremamente efficace e coinvolgente di proporre i pezzi che ha l’intero gruppo.

Si conclude così, dopo più di sei ore volate via, la prima raffica di concerti del TODAYS Festival 2016. Appuntamento alla prossima batteria di fuoco, perché in questo weekend torinese TODAY(S) is always the day.


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