Oca Nera Rock

Turn ON Music

Patti Smith, la sacerdotessa sulla strada che dal beat porta al punk

Un’opera d’arte che dal palco raggiunge il pubblico e lo include nello spettacolo

Meravigliosa performance di Patti Smith, ospite al Roma Summer Festival

Ogni persona ha una propria dimensione spirituale, che fa capolino solo in certe fasi dell’esistenza.
Nell’arte, questo aspetto a volte viene sublimato o sopito a vantaggio di una espressione materiale che plasma l’opera d’ingegno e il talento.
Ma ci sono delle eccezioni.
Una di queste è Patti Smith.

Artista dalla formazione letteraria e radici spirituali molto insediate, coerente nei suoi squarci di luce e distante da ogni aspetto ombroso della vita.
Affascinata da tutto ciò che legge l’umano in modo tagliente, netto e diretto.
Profondamente e naturalmente punk, prima ancora che questa espressione si definisse.
Fascino decadente ma non solo dal punto di vista estetico, persino filosofico.
Una ricerca continua che vola ben oltre la musica e la contemporaneità.
Sono espressioni dei tempi, amante di tutto ciò che si può destrutturare e ricomporre.
Con una presenza scenica davvero a tre se non a quattro dimensioni, con il tempo che passa che non sembra per nulla scalfirla.

Non manca occasione di citare al mondo l’importanza dell’approccio beat alla vita: anche nel bellissimo concerto all’Auditorium di Renzo Piano ha recitato “Footnote to Howl” di Allen Ginsberg, risposto verso la fine della serata con una intensa versione inglese de “L’Infinito” di Giacomo Leopardi.
Un flusso di parole, perché, come dice, esorta continuamente – «Use your voices», ma per dire cose vere e con un senso.
La musica come l’arte in genere sono uno strumento semplice e devono appartenere a tutti.
Giganteggia sul palco tra i suoi classici ‘Pissing in a river‘, ‘Dancing Barefoot‘, ‘Because the Night‘ – con la voce che sembra davvero quella di sempre.
Alterna solide e emozionanti canzoni meno conosciute come ‘Boy Cried Wolf‘ e ‘My Blackean Year‘ a reinterpretazioni della sua formazioni musicale: ‘After Gold Rush‘ di Neil Young, ‘Walk on the Wild Side‘ dell’amato Lou Reed e le Dylaniane ‘One Too Many Mornings‘ e ‘The Wicked Messenger‘.
Questa è sempre stata una caratteristica eterna di Patti Smith: la potenza che riesce a sprigionare dall’anima quando fa suo un pezzo altrui.
Inarrivabile rimane la sua interpretazione di ‘Gloria‘ di Van Morrison del periodo Them: semplicemente stupenda, ogni volta.
La strappa e ricuce meravigliosamente alternando acuti gutturali alternati a sputi sul palco.
Ogni volta è un colpo al cuore che neanche il vecchio Leone di Belfast avrebbe mai immaginato quando l’ha scritta.


Il bis è dedicato all’immancabile ‘People Have The Power‘, scritta a quattro mani col marito nel 1986: Fred Smith, chitarrista della mitica band di Detroit MC5 è rimasto il suo grande e mai dimenticato amore che ancora oggi riversa con lo sguardo nel figlio, Jackson, che da qualche anno lo accompagna sul palco.
È un inno che negli anni per i fan è diventato qualcosa di più, un po’ come ‘Because The Night‘.
In realtà l’artista di Chicago ha sempre cercato di semplificare e rendere meno complesso il senso di ciò che canta, recita o dice.
Cambiare le cose che non vanno attraverso le nostre voci, porre nuovamente noi stessi al centro della scena, senza fronzoli, come il suo look fatto di una maglietta e di una giacca comune.
La libreria di Ferlinghetti a San Francisco, l’opera omnia di Pasolini, le poesie beat, la tenebrosa dolcezza maledetta di Lou Reed, il punk, un’opera d’arte, lo sguardo di un bambino e molto altro: tutto ciò che significa vita e che la Smith canta ancora meravigliosamente, rimanendo dritta e barcollante al centro di quella strada che tanto colpì l’amato Kerouac da farci il suo poema più importante.
Un’opera d’arte ha il significato che noi vogliamo darle, che ne siamo interpreti o ammiratori: l’importante è essere sempre attivi e mai passivi verso la musica ed ogni espressione artistica, dolci e ubriache compagne di vita.
E Patti Smith da oltre quarant’anni ne celebra il rito sull’altare del rock.

Photogallery Patti Smith Quartet

Roma, 27/07/2022
Roma Summer Festival
© Emanuela Vertolli / ONR

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.