Nels Cline & Julian Lage live a Firenze: un bellissimo film

Appena sono saliti sul palco nella splendida e suggestiva cornice della Sala Vanni il 27 febbraio scorso, i due hanno irradiato di sicurezza rilassata e vicinanza umana il bel pubblico accorso per questo evento prima ancora di posare le mani sui loro arnesi.

Così, senza tradire le impressioni, Cline (Wilco) e Lage già dalle prime note dimostrano quanto sia un evento meraviglioso assistere a due virtuosi dello strumento che adoperano la propria arte in funzione esclusiva della musicalità dei pezzi e della magia che ne consegue, senza mai cadere in svisate barocche fini a sé stesse.

Nels Cline & Julian Lage - Firenze

Le due chitarre sembrano quasi estensioni delle personalità dei due, e del loro stile: da una parte il veterano Cline, con una Gibson dal suono caldo e tagliente, dall’altra l’ex enfant prodige Lage con la sua Manzer dal suono decisamente più rotondo e legnoso.
La prima parte del concerto è un entusiasmante susseguirsi di continui contrappunti, conversazioni ed inseguimenti tra i due in un panorama dipinto di sonorità jazz e blues che sovente si avventura in escursioni che strizzano l’occhio a quel prog che attinge dal pozzo neo-classico.
La platea è presa per mano e fatta salire nel treno che fece partire Tim Buckley nel 1969 (‘The Train‘, “Blue Afternoon”) e, dopo le turbolenze necessarie per fendere l’atmosfera terrestre, si dirige a velocità di crociera dritta verso il disco solare.
A questa brillante presentazione segue una parte intermedia più tecnicamente complessa, a tratti cervellotica, dove la forma canzone si forgia e si trasforma possibilmente in maniera ancora più eclettica rispetto a quanto visto finora.
Strutture musicali molto complesse da cui partono spesso e volentieri improvvisazioni libere che possono disorientare l’ascoltatore nella dimensione temporale, ma che mai lo appesantiscono o rischiano di perderne l’interesse.
Nels Cline & Julian Lage - Firenze
Più che notevole il brano quasi puramente free-jazz che fa da congiunzione tra la parte centrale dello show e quello che sarà l’atto conclusivo di questa splendida esperienza.
È dunque con una riverenza alla mai troppo blasonata location che i due presentano la parte finale, ovvero una suite che racchiude un medley (‘Freesia/The Bond‘) che stuzzica inizialmente l’orecchio dei partecipanti ora con atmosfere rarefatte, ora con invenzioni funamboliche dal carattere brillantemente colto alla stregua di uno sketch di black humor.
Tutto questo prepara emotivamente ed accompagna lo spettatore al picco emotivo della serata, cullandolo con un commovente giro armonico perfettamente zoppicante dove salta fuori evidente come non mai la verve più introspettiva e sensibile del duo.
Un crescendo toccante solleva la liricità epica di questa conclusione, tant’è che dopo l’ultima nota sorge spontanea una standing ovation da parte di un pubblico che questi giganti comunque avevano già conquistato da subito.
La concessione di un ultimo encore dopo la prima uscita dal palco è la ciliegina sulla torta, una perfetta conclusione di una splendida serata.
Il degno accompagnamento ai titoli di coda di un bellissimo film, che prima ti ha fatto godere e adesso ti lascia il tempo di pensare, capire, metabolizzare.

Nels Cline & Julian Lage - Firenze

Complimenti a questa bellissima simbiosi tra due Musicisti che, ognuno a modo suo, sono una sintesi perfetta di come la padronanza tecnica e l’abilità funambolica possono, anzi, vogliono avere come unico fine il piacere dell’ascolto.

Puoi vedere la gallery completa della serata qui.

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