Nuove interessanti evoluzioni: Garrett Klahn a Marina di Ravenna (RA)

GARRETT KLAHN - Hana-Bi

a cura di Mark Zonda

Garrett Klahn si è concesso un bel viaggetto in Italia con la band ravennate The Clever Square.
Ho avuto la fortuna di assistere alla penultima tappa di questa improbabile ibridazione artistica nella suggestiva e ormai familiare location Hana-Bi, struttura balneare nei Lidi Ravennati che  regala a tutti gli appassionati di musica indipendente proposte musicali così fitte da poter considerare i suoi appuntamenti una sorta di festival estivo permanente.

Ho atteso la data soprattutto per l’ennesimo live dei Clever Square, band di ragazzi ravennati fedele ad un rock alternativo semplice, ruvido, di matrice alternativa e americana.
Giacomo D’Attore e Stefano Vespa sono l’inossidabile nucleo del progetto fin dai tempi delle superiori, quando un’attenzione particolare ai testi in inglese e una precisa impostazione artistica li aveva portati ad incidere diversi EP acustico lo-fi nati dall’amore per un certo tipo di musica e fisiologica urgenza creativa.
Un salto cosmico in zona plaid  è stato fatto dopo alcuni assestamenti nella line-up con l’incisione dell’ultimo album Natural Herbal Pills, dove una produzione più curata ha fatto scintillare i brani di un’inedita energia e l’apporto delle batterie di Stefano Bacchilegia  e i cromatismi elettrici di Mirko Montevecchi hanno portato il gruppo verso nuove interessanti evoluzioni arricchendo il sound con una poliedricità emozionale mai troppo distante dalle coordinate principali della band.

Questa alchimia si è palesata anche nella dimensione dal vivo, grazie anche alle numerose date già consumate nella messa a punto di una performance tesa a valorizzare brani e sound di Natural Herbal Pills.
«Il tour è stata una cosa incredibile. Avrei voluto che non finisse mai. Peccato sia già terminato», commenta Giacomo prima del concerto.
L’amore del gruppo per certa musica indipendente è talmente appassionato nei Clever da diventare contagioso.
Dopo la collaborazione di Stefano con Scott Spillane di Gerblis e Neutral Milk Hotel, è arrivato il turno di Garrett Klahn, catante noto per la band emo di New York Texas Is The Reason, culto per veri appassionati, ma soprattutto ennesimo gustosissimo caso umano raccolto dalla musica e portato per mano dalla musa in giro per il mondo.

Il bello di seguire una band così prolifica come i Clever Square è che ad ogni concerto puoi aspettarti un fattore diverso, una sorpresa, qualche elemento anomalo.
Quasi sempre il gruppo presenta brani nuovi molto prima che vengano incisi, sempre che trovino posto in qualche tipo di supporto fisico e non.
Questo giro ad esempio mi ha colpito molto Lady Bug, un pezzo molto energico mai suonato prima del tour e a suo modo abrasivamente pop, portatore sano di una carica adrenalitica piacevole e coinvolgente.

Garrett Klahn prosegue lo spettacolo armato della sola chitarra acustica, proponendo parte del proprio repertorio solista e i primi brani dei Texas.
Voce impeccabile – da notare diversi cambi di melodia per i vecchi classici – in grado di interpretare in modo cristallino diverse sfumature ma mai sbilanciarsi in particolari cambi o virtuosismi. Parte della omogenità congenita nella struttura del suo cantautorato è dovuta ai continui cambi di accordatura della chitarra che esplorano diverse prospettive armoniche.

I Texas Is The Reason facevano parte di quell’ondata di emo ventenni che sembravano voler smuovere le coscienze degli adolescenti degli Anni ’90 per provare a capire quale fosse il modo migliore di diventare adulti senza impazzire, continuando a camminare senza sosta per affrontare il mondo come non ci fosse stato un domani.
Invece il domani è arrivato, e anche il giorno dopo.
Sembra impossibile adesso, ma band come The Get Up Kids e Last Days Of April riempivano gli stadi.
Vedere ora i frontman di quella generazione rievocare gli spettri di quei giorni scalzie e per pochi eletti  può far vibrare i cuori dei vecchi fan in una notte estiva improvvisamente sospesa e tesa verso l’infinito.

Non sono  mai riuscito ad immedesimarmi in questo tipo di cantautorato che alla fine si è riversato sul nuovo movimento folk di natura desertica e intimista.
Per quanto mi riguarda il pezzo forte della serata è stato il ritorno sul palco dei Clever a supporto dell’amico Garrett.
«Durante questa settimana ci siamo sopportati a vicenda», dice scherzosamente Giacomo al microfono dal palco.
L’ibridazione artistica ha fatto sbocciare una creatura inattesa, pronta a danzare in equilibrio tra la raffinatezza dell’ex peso massimo dell’underground americano e l’esuberanza degli indie-post-folk-doomsday-turbo-something-rockers ravennati.  Chiusura perfetta, con la cover di Jean degli Smiths che ha messo in luce l’inedita versatilità professionale della band sbattendo in faccia ai presenti una maturità piacevolmente inaspettata che promette nuove sorprese.

«Una vita di basso profilo ha perso il suo appeal, e sono stanco di percorrere queste strade».
Così recita la canzone.
Forse è un auspicio anche per Garrett Klahn per abbandonare i fantasmi del passato e percorrere nuove vie con rinnovata energia.

Mark Zonda

Mark Zonda

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Mark Zonda debutta come editor musicale nel 2003 per Ephebia arrivando in breve tempo ad intervistare artisti del calibro di Emiliana Torrini e i Cardigans, non mancando di curare diversi live reports su è giù per l'Italico Stivale. Cercando una voce indipendente gestisce nel tempo i blog 7Sunday5, SleepWalKing (curandone anche un podcast in Inglese settimanale) gestendo un gruppo di scrittori musicali internazionale e Loft80, prima di iniziare la sua collaborazione con Oca Nera Rock. Mark fa inoltre parte di un progetto musicale indie pop chiamato Tiny Tide ed uno più cantautorale a nome Zondini Et Les Monochrome, con il quale è stato candidato al Premio Tenco nel 2013. Nel 2009 fonda l'etichetta KinGem Records. Mark lavora come copywriter e ha pubblicato il romanzo breve "Dodici Venticinque".

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