Header Unit

Festa della Musica di Brescia 2016: è stato bello (finché è durato)

L’edizione 2016 della Festa della Musica di Brescia, la più grande d’Italia, giunta all’anno della conferma a detta degli stessi organizzatori, porta con sé grandi aspettative, numeri imponenti e una speranza universale: è fondamentale che il meteo sia dalla nostra parte e che questo 18 giugno sia un giorno di tregua in queste settimane di noiosi rovesci.

Gli oltre 80 palchi sono attivi già alla buon’ora, perché ospitare più di 3500 musicisti in un giorno solo non è cosa da poco. La rotazione è serrata, il centro storico di Brescia è pieno zeppo di mixer, fonici, cavi volanti e jack roventi.
È così che nel primo pomeriggio inizia un vero e proprio tour de force, per poter toccare con mano quante più situazioni musicali sia possibile, dovendo colpevolmente tralasciare tutti i palchi fuori dal Ring, perché la risposta dei quartieri e delle zone periferiche è stata altrettanto sonora e calorosa, e senza il dono dell’ubiquità qualche scelta ingrata tocca pur farla.

Amici e conoscenti sono dappertutto, quantomeno parenti musicisti non ne ho, la sosta media dura un paio di pezzi per ciascun palco, e se si incappa in un cambio palco che sfora i tre minuti tocca salutare a malincuore, perché il tempo è tiranno e la Festa della Musica di Brescia è ancora lunga. Come in tutte le maratone che si rispettino, non possono mancare i punti ristoro: molti bar fungono da proud sponsor delle esibizioni, e il loro supporto va giustamente ricompensato, e se malauguratamente non ci fosse un bancone nel raggio di venti metri ci sono postazioni temporanee allestite per l’occasione, chiaramente munite di spine della birra, sacra fonte che regala sollievo dalla discreta e mai così gradita calura del pomeriggio.

Nota di servizio: bere birra e scattare foto con lo smartphone pare siano attività incompatibili, almeno per un fotografo impedito come me. Se potessi renderei la testimonianza delle mie scarpe, innaffiate mentre immortalavo una cover band alquanto discutibile.
Ed è anche in questa discrezionalità che sta il bello della Festa della Musica di Brescia: puoi trovare gruppi che ti piacciono moltissimo e cantanti che ti fanno venire la pelle d’oca (nella versione meno nobile), musica sulle tue corde e suoni che non ti appartengono per niente, e presti a tutti uguale intenzione perché in fondo quello che conta è la Festa, è la città strapiena di gente che scopre e rispolvera una passione che durerà un solo giorno o troverà terreno fertile.
Quando il sole inizia a calare, lascia il posto a nuvoloni grigi e minacciosi in tutta la loro stronzaggine. Scongiuri, ottimismo, recriminazioni perché “avevano detto oggi niente pioggia, non può piovere, è uno scherzo”. Tutto questo mentre i palchi della Festa della Musica di Brescia si preparano per il gran finale, sta di fatto che i tavolini al coperto dei bar e dei ristoranti si riempiono in via cautelativa, e mentre ne approfitti per consumare un discutibile riso cantonese coi würstel in un ristorante filippino, arriva lo scroscio violento.
È il giorno dell’apertura dell’allestimento di Christo sul lago d’Iseo, e anche gli addetti ai palchi hanno voluto celebrare l’evento, citandolo e invocandolo ripetutamente mentre tirano alla bell’e meglio i teloni impermeabili sulla strumentazione, mettendo in standby la heavy rotation dei gruppi in scaletta.
Potrebbero scorrere i titoli di coda sulla Festa della Musica di Brescia 2016, viviamo invece un lungo finale sfumato: la gente si dirada e molte situazioni chiudono bottega, ma qualche esibizione al chiuso ancora c’è, e quando l’acquazzone diventa leggera pioggia qualcuno sfoggia un concerto unplugged di sole percussioni, uno di quegli evergreen che non deludono mai. La fiumana non è quella che avremmo desiderato e che ci saremmo aspettati, ma l’ora dei dj set scatta comunque, e il gran finale a tinte forti elettroniche in Castello è salvo e partecipato.
E dato che in queste ore si sta già lavorando per l’edizione 2017, vogliamo dare un segnale al maltempo manifestando tutto il nostro disappunto? Usciamo i 10 euro di quota d’iscrizione e tesseriamoci all’Associazione Festa Della Musica di Brescia. Daremo al meteo avverso un caloroso avvertimento per l’anno prossimo, una ragione in più per non farci incazzare.
Matteo Ferrari

Matteo Ferrari

view all posts

Nato nel 1984 nell'allora Regno Lombardo-Veneto. Un onesto intelletto prestato all'industria metalmeccanica, mentre la presunta ispirazione trova sfogo nelle canzonette d'Albione, nelle distorsioni, nei bassi ingombranti e nel running incostante.

0 Comments

Join the Conversation →

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.