Beth Ditto live a Milano: lustrini e tanto amore

È Beth Ditto l’ultimo lampo del mese al Fabrique di Milano: appuntamento il 30 settembre per l’unica data italiana, a cura di Indipendente Concerti, del tour a supporto del suo primo album solista.
“Fake sugar”, uscito a giugno del 2017, è il primo lavoro in studio della cantante americana dai tempi delle ultime fatiche con i Gossip, e con questo disco si è voluta reinventare facendo leva su un’immagine da sempre forte e iconica ma offrendo una proposta musicale decisamente diversa.

La serata al femminile inizia con un’altra ragazza emancipata, Annabel Allum, che da sola sul palco dà sfoggio di una voce profonda e suadente accompagnata unicamente dalla sua chitarra elettrica, velatamente accarezzata.
Ritmi blandi, suoni scarni ma un bel trasporto su corde malinconiche, concedendosi anche un paio di pezzi più mossi con un bel piglio.

13 - Annabel Allum - Milano MI - 20170930

Beth Ditto entra in scena con la marcia già ingranata, mettendo a repentaglio l’integrità dei bicchieri di vetro con la prepotenza della sua voce.
È un soul pop molto semplice quello con cui inizia, strizzando l’occhio e appoggiandosi a chitarrine facili.
Sul palco con lei una sorta di poser band, impeccabile nell’immagine, impostata e pulita nell’esecuzione.
Appare chiaro dal principio che il concerto ruota intorno alle sue indiscutibili doti vocali, senza invece forzare troppo la mano sull’altrettanto indiscutibile carisma.
Si presta a grandi chiacchierate con il pubblico, portatrici di gag dalle risate assicurate, con cui Beth Ditto scherza anche su un raffreddore che la affligge ma che non ne pregiudica affatto la performance.

25 - Beth Ditto - Fake Sugar Tour - Milano MI - 20170930

I pezzi più brillanti ed efficaci sono quelli in cui Beth Ditto gioca a fare la regina del disco, ma abbraccia tutte le sfumature del pop caratterizzandole con voce squillante: dance pop, pop rock, country pop, pop romantico. Lei è il centro multiforme ma immutabile della scena, i brani del nuovo album non sono affatto trascendentali ma sono uno strumento funzionale al suo one woman show. È uno spettacolo patinato in cui la protagonista gioca talmente a fare l’antidiva da risultare in realtà una diva a tutti gli effetti.

Si chiude il set principale con due cover che stanno un po’ agli antipodi, e che contribuiscono ad alzare il tiro.
A little respect‘ degli Erasure inizia drammatica e con un organo sintetico quasi lugubre, per poi aprire morbidamente con uno stile ancora più anni Ottanta dell’originale.
La vera mina della serata è ‘Standing in the way of control‘, ripescata dalla vita precedente di Beth Ditto con i Gossip, con la quale tutto si fa fottutamente serio e trascinante e viene allo scoperto quel che finora era mancato: la foga, il pathos, qualcuno che dal palco ti prende per la maglietta e ti scuote con veemenza.

01 - Beth Ditto - Fake Sugar Tour - Milano MI - 20170930

Il successivo encore procede su questi binari, attingendo ancora dalle vecchie glorie di ‘Heavy cross‘ che mena alla stessa maniera di quanto visto poco prima, per poi chiudere con il migliore tra i brani nuovi di Beth Ditto, ‘Fire‘, singolo ben strutturato, lento nel suo incedere ma ugualmente brutale e che non sfigura in questo finale di concerto decisamente sopra le righe. Un pensiero onesto in chiusura: il valore del personaggio Beth Ditto non si discute, e nemmeno le doti musicali e vocali, ma meriterebbero pezzi migliori e più trascinanti, e la potenza del finale con i brani “giusti” supporta questa tesi.


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Matteo Ferrari

Matteo Ferrari

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Nato nel 1984 nell'allora Regno Lombardo-Veneto. Un onesto intelletto prestato all'industria metalmeccanica, mentre la presunta ispirazione trova sfogo nelle canzonette d'Albione, nelle distorsioni, nei bassi ingombranti e nel running incostante.

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