Melvins live a Bologna: un’esibizione da manuale del rock

La band capitanata da Roger “Buzzo” Osborne, storico frontman dei Melvins, è tornata il 30 settembre al Locomotiv Club di Bologna.
Questa è solo una delle tantissime date che compongono il tour promozionale di “Hold It”, ventisettesimo album in studio in collaborazione con JD Pinkus e Paul Leary (rispettivamente chitarrista e batterista dei Butthole Surfer) pubblicato nel 2014.
Per l’impatto live Buzzo si affida a due batteristi, Dale Crover e Coady Willis, e al bassista Jared Worren: una formazione
atipica ma al contempo efficace, fedele al sound cadenzato e altisonante della band di Aberdeen.

«I Melvins sono il passato, presente e il futuro della musica»: così li definì Kurt Cobain, e la speranza è quella di assistere ad un’esibizione unica nel suo genere.
L’apertura è affidata ai Big Business, band stoner/sludge da Seattle, ma non è semplice prestar loro attenzione: il locale inizia a riempirsi sempre più e la mole di fans che spingono per farsi strada tra la folla già compatta cresce.
Non c’è nemmeno il tempo di prendere una boccata d’aria che spunta dal nulla il ciuffo brizzolato di Buzzo: la folla
si lancia letteralmente verso la band, che risponde dalla voce imponente del frontman.
Nonostante i volumi al di sopra della media, il suono della band è ben definito: è raro andare a sentire una band di questo genere e riuscire a distinguere i suoni di ogni singolo strumento.
Quella dei Melvins è un’esibizione da manuale del rock: una scarica di brani spietata, tanto da non lasciare nemmeno il tempo per riflettere sulla scaletta, composta quasi esclusivamente da titoli ripresi dal nuovo album.
È un attimo, la serata è volata e giunta al termine senza neanche accorgersi e di colpo, non appena ci si ferma dall’entusiasmo infuso dai Melvins, ecco che sale la stanchezza.
Colpa della loro esibizione frenetica, difficile da seguire lucidamente ma davvero impattante dal punto di vista scenico e sonoro.
Ennesimo concertone dei Melvins.

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