Forse non conoscete il significato della parola ‘plagio’

Ops, I did it again.
Eggià, purtroppo ho da poco assistito all’ennesimo teatrino sterile da parte di una band emergente, ma prima di (s)cadere nel gossip musicale voglio portarvi un esempio.

Parto da lontano, dal 1971, anno in cui i Led Zeppelin pubblicano quello che forse è il loro pezzo più conosciuto: Stairway to heaven. Un brano che ha fatto la storia del rock e che ha innegabilmente ispirato generazioni di musicisti.
Non è una novità raccontare, a onor del vero, che questo brano è da molti considerato una copia del meno fortunato Taurus degli Spirit, uscito nel 1968.
Non entro nel merito della battaglia legale attualmente in corso in merito al plagio, ma far venire a galla una verità che in quegli anni andava di moda.
All’epoca dei fatti Zeppelin e Spirit (così come tanti altri gruppi della stessa scena) condividevano palchi, hotel, tour – e chi più ne ha, più ne metta.
Può essere che Page si sia messo a fischiettare l’arpeggio di Stairway to heaven e che gli Spirit lo abbiano “messo nero su bianco” anni prima dei Led Zeppelin.
Può essere che, al contempo, sia accaduto il contrario, ovvero che i Led Zeppelin siano stati influenzati dagli Spirit.
Fatto sta che una battaglia legale in merito arriva dopo 40 anni, ma soprattutto dopo innumerevoli storie che si sono intrecciate, vissute e sostenute insieme.
Soprattutto, è una controversia concreta.

Ora voi mi direte: e che c’entra tutto questo?
C’entra, c’entra eccome.
In una realtà come quella italiana, satura di musicisti e di gruppetti semi sconosciuti, nei social network nascono sempre più scaramucce e battibecchi, spesso rivolti a chi riesce a fare qualche passo in più degli altri.
L’unica polemica che ho condiviso è stata quella pacifica sollevata dai Turkish Cafè nei confronti del blasonato trio Fabi-Silvestri Gazzè.
Il video del loro singolo Alicia (2012) sembra sia stato d’ispirazione – e definirla ispirazione è realmente un eufemismo – alla formazione romana, che con L’amore non esiste (2014) ha scopiazzato sceneggiatura, soggetto e montaggio.
A mio modesto parere, in questo caso i Turkish Cafè hanno fatto bene a sollevare un dubbio nei riguardi del pubblico: hanno usato eleganza ed ironia, nessun tono polemico.

E’ di questi giorni, invece, la frecciatina lanciata da una band emergente di Roma ai Poison Garden – prima band Steampunk italiana- accusati di plagio per una locandina.
Sì, avete letto bene: L-O-C-A-N-D-I-N-A.
Con un post sulla loro pagina, i membri di questo gruppo mettono a confronto la copertina del loro disco e la grafica usata dai Poison Garden per una locandina che sponsorizza un loro prossimo evento.
Guardando bene le due immagini l’unico elemento in comune, oltre all’ovvia centralità della cantante, è lo sfondo circense usato da entrambe le band, il classico richiamo al tendone a righe bianche e rosse.
A ben guardare pare chiaro il motivo dell’uso di questo background da parte dei Poison Garden: lo spettacolo che porteranno in scena si chiama infatti Le Cirque Noir ed annovera tra le attrazioni giocolieri e performer circensi.
Se vogliamo sostenere che l’utilizzo di un immaginario circense unito alla centralità della frontgirl di turno sia ad unico appannaggio di una sola band, forse siamo messi male.
La polemica, alla quale i Poison Garden sembrano disinteressarsi, mi ha incuriosita e andando a cercare a ritroso sui social network mi sono accorta che questa band ‘emergente’ attiva ormai da anni ha nel tempo cambiato la propria immagine.

11042611_10206176802647843_297215643_nDa un abbigliamento prettamente hard rock ha iniziato ad aggiungere da qualche tempo dettagli quali googgles, maschere anti gas, tubi ed armi giocattolo.
Tutto questo, guarda caso, mentre i Poison Garden si affermavano come Steampunk band ben al di fuori delle Mura della città Eterna.
Ovviamente a far tesoro di spunti interessanti e a percorrere strade battute da altri non c’è nulla di male, e non credo sia un caso che questa band tra i suoi generi di riferimento annoveri anche lo “steampunk” insieme a molti altri.
Proprio per questo, consapevoli di aver cercato la “scia” di una scena musicale che in Italia si sta sviluppando proprio grazie ai Poison Garden, mi chiedo: era davvero necessario un post simile?
A cosa serve cercare un plagio laddove, se ci si fa un esame di coscienza, un plagio effettivamente lo si dovrebbe cercare in sé stessi?
Che bisogno ha questa band di denigrare i Poison Garden?
Probabilmente è solo un maldestro tentativo (forse l’ennesimo) di utilizzare il lascito di altri musicisti per cercare di promuoversi.

Questo post non vuole alimentare l’odio sterile di questa guerra da poveri.
Piuttosto vuole far sorgere una riflessione: non credete che il tempo dovrebbe essere impegnato per crescere professionalmente invece di sprecarlo in queste inutili crociate?

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