Roma Jazz Festival 2019, i concerti dal 13 al 15 novembre

Forte del tema “No Borders. Migration and Integration”, prosegue il ricco cartellone del Roma Jazz Festival 2019 con grandi nomi  internazionali.

Mercoledì13 novembre, alle ore 21 nella Sala Borgna dell’Auditorium Parco della Musica, al Roma Jazz Festival 2019 è la volta di Tigran Hamasyan, pronto ad esibirsi in piano solo.
Nato in Armenia (dove attualmente risiede dopo alcuni anni trascorsi a Los Angeles), classe 1987, Hamasyan ha iniziato a suonare all’età di 3 anni, ottenendo prestissimo prestigiosi riconoscimenti: a 16 anni vince il Montreux Jazz Festival’s Piano Competition, a 18 anni pubblica il suo album d’esordio e vince il Thelonious Monk International Jazz Piano Cometition.
Nel 2016 ha conquistato l’ambito premio ECHO Jazz Awards come Migliore Pianista Internazionale.
Tigran Hamasyan è la prova più convincente di quella ricerca jazzistica sviluppatasi negli anni ’80 che tendeva a far incontrare la tradizione jazz con le musiche popolari e accademiche ma anche con il rock e il pop.
Echi della sua identità armena emergono all’interno di uno stile rigoglioso e virtuosistico che guarda spesso alla spiritualità incantatoria delle melodie della musica sacra e profana della sua terra.

E da giovanissimo ha iniziato a collezionare premi anche Dayramir Gonzalez, pianista cubano che ha esordito dal vivo all’età di 16 anni nell’orchestra afrocubana di Oscar Valdes Diàkara.
Il 14 novembre sul palco della Sala Borgna dell’Auditorium PdM presenta The Grand Concourse, il disco che lo ha consacrato come uno dei più autorevoli esponenti della tradizione afrocubana a New York.

Viene da Minneapolis, la città di Prince, e si sente, e la sua è una miscela di funk, funk e ancora funk.
È il chitarrista Cory Wong e sempre giovedì 14 novembre alle ore 21.30 è pronto a far tremare le mura del Monk Club di good vibes, come promettono i titoli del suo ultimo album uscito da pochissimo Motivational Music for the Syncopated Soul e del precedente The Optimist.

Il giorno 15 novembre, nuova deviazione fuori dalle sale della casa madre del Roma Jazz Festival: alle 21.30 di venerdì 15 novembre all’Alcazar arriva il sassofonista Donny McCaslin, noto anche fuori i confini del jazz per la sua partecipazione a Blackstar, album canto del cigno di David Bowie.
Blow, il suo ultimo disco, è una superba espressione di rock artistico, con melodie orecchiabili e assoli di sax, con una gamma di suoni convincenti e un’intensità che impreziosisce ogni traccia. 
Il suo quartetto ha il ritmo e l’impatto di uno spettacolo rock e la complessità e l’attenzione di un concerto jazz.
L’intensità, la passione e la complessità delle parti di synth, la batteria hard, lo spessore del basso, il caratteristico tono del sax di McCaslin sono tutti immediatamente riconoscibili, creando nell’ascoltatore la sensazione che ci si trovi davanti a un artista che è al tempo stesso jazzista, improvvisatore, rocker e musicista pop.

 

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