MEI targato Roma: primo incontro delle etichette indipendenti del Lazio

Domenica 21 dicembre si è svolto presso l’Orion di Ciampino il 1° Meeting Etichette Indipendenti Romane, evento organizzato da Prince Faster e Gianluca Polverari, storici dj romani, e che ha visto la partecipazione di oltre 40 label del Lazio che hanno esposto le loro produzioni e proposto diversi lavori per l’ascolto e la vendita.
Inoltre, sin dalla tarda mattinata e fino a tarda serata si sono alternate diverse bands sul palco che hanno proposto live la loro musica.

Evento ad ingresso gratuito, per le prime ore ha visto poca affluenza di pubblico, complice anche l’orario mattiniero di una bella domenica di sole; è dal primo pomeriggio, invece, che si è avuta una discreta presenza di gente.
Da segnalare, tuttavia, che il maggior afflusso è stato creato da musicisti che cercavano contatti proponendo i propri lavori alle etichette presenti e facendo incetta di biglietti da visita.
Anche molti addetti ai lavori nei settori dei magazine e dei locali hanno fatto presenza durante la giornata, svoltasi all’insegna dello scambio e del sostegno reciproco.
Interessante la componente live che, a prescindere dai gusti, ha visto alternarsi una ventina tra autori e bands rappresentanti di diversi generi musicali: circa venti i minuti a disposizione per presentare pezzi propri e salutarsi, in chiusura, con una piccola intervista di presentazione.

Il Meeting Etichette Indipendenti Romane è stato interessante sotto molti punti di vista, ed il fatto di essere alla prima edizione ha evidenziato alcune lacune organizzative che sicuramente, se sarà ripromosso, verranno ampiamente superate.
La speranza è che manifestazioni come questa siano riproposte e promosse con il giusto risalto per richiamare un pubblico che non rappresenti solo il mondo musicale ma, soprattutto, il mondo “dell’ascoltatore”.
E a tal proposito non mi sottraggo ad una vena polemica.

Pochi giorni fa un modesto personaggio che ruota attorno al mondo musicale ha inveito contro siti e blog che si occupano di musica («con i like dopati») chiedendo dove fossero nei confronti di un evento del genere, quando invece son sempre presenti per «elemosinare» pass stampa o foto (sai, fa parte del tuo lavoro, se poi pensi sia solo una scusa per scroccare concerti sei liberissimo, con educazione però, di dire no).
Ecco, noi eravamo lì (a proposito, tu dov’eri?), anche se noi non “campiamo di musica” – che poi, mi sa che si confonde il campare di musica con il “magnare sulla musica”.

La conclusione a tutto è che nonostante le frecciatine nei social, io non sono disposto a prendere lezioni di moralità da chi, prontamente, ha sempre sputato nel piatto in cui ha appena finito di mangiare – per dire, eh?

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