Addio a David Crosby, artista simbolo della controcultura anni Sessanta

Fu tra i fondatori dei Byrds e del trio Crosby, Stills & Nash

L’annuncio è stato dato dalla moglie, è scomparso all’età di 81 anni

Quando se ne va un artista è sempre un punto a mancare per il mondo intero in tutte le sue sfaccettature.
Ma nel caso di David Crosby siamo di fronte a qualcosa di più e vale fare qualche riflessione.
Crosby è stato l’alfiere, esponente massimo di quell’edonismo che bagnò gli anni Sessanta conosciuto come la controcultura hippy al grido di “sesso, droga e rock,’n’ roll”.

Talento smisurato, figlio d’arte (suo padre Floyd era un direttore della fotografia premiato con l’Oscar negli anni Trenta).
Fieramente innamorato della musica, alla costante ricerca dell’aspetto creativo della stessa ha intrapreso una lunghissima serie di esperienze musicali e non solo, poi bruscamente interrotte e riprese nel corso degli anni. Avvicinatosi al folk rock e poi nei Byrds, che con la cover di ‘Mr. Tambourine Man‘ di Bob Dylan consegnarono la psichedelia alle masse, finì per unirsi ad altri due giganti del rock di quegli anni: Graham Nash degli Hollies e Stephen Stills dei Buffalo Springfield, con cui fondò l’omonimo supergruppo Crosby, Still & Nash cui successivamente si unì anche Neil Young.
Protagonisti in studio (ma soprattutto dal vivo) di quella stagione fatta dei grandi Festival, ebbero la loro sublimazione a Woodstock.
Dopo varie vicissitudini e rotture si riformarono più volte, compreso il mitico Live Aid del 1985.
Immensa per intensità la loro cover di ‘Norwegian Wood‘ dei Beatles.

David Crosby

Carattere brusco e scontroso, David Crosby faticò tanti anni a liberarsi dalla schiavitù dell’alcol e della droga che lo portò a scontare quattro mesi di carcere a inizio anni Ottanta.
Grandi problemi di salute che culminarono con un trapianto di fegato ma una sensibilità emotiva davvero fuori dal comune.
Negli ultimi anni si era appassionato anche alla pittura e alle arti visive.
La sua carriera solista, pur se tra alti e bassi, ha sempre rispettato la sua storia e la sua formazione che mai ha rinnegato né umanamente né artisticamente.
Nash e Stills sono stati tra i primi a ricordare l’ex compagno e amico: lo hanno descritto per quello che era, un grande genio della musica dal carattere burbero ma da ringraziare il cielo di averlo incontrato sulla strada.
Bellissime le parole di Joan Baez, il cui ritratto è stato utilizzato per la copertina dell’ultimo album di Crosby del 2021.
Ricorda di quando a metà anni Sessanta Dylan le confidò di trovare il panorama musicale abbastanza piatto e noioso (?!) con la sola eccezione dei Byrds di David Crosby, che avevano appena stravolto la sua ‘Mr. Tambourine Man‘.
Più alto e profondo riconoscimento delle parole di Mr. Zimmerman credo siano superflue.

Buon viaggio David, che la gratitudine di tante generazioni ti accompagni.

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