Togheter Pangea – Non stop Paranoia

I Togheter Pangea sono una band punk rock californiana.
Per forza di cose, molta della loro musica è finita per essere colonna sonora di svariate serie TV: questo potrebbe portare a pensare ad una di quelle band di cartapesta, buona per i poster delle teenager e roba simile.
Nulla di tutto ciò in realtà, perché dal 2009, anno della loro fondazione, il trio di Santa Clarita ha sempre cercato di trovare una propria strada all’interno del prolifico filone punk rock assolato di L.A.

Con “Non Stop Paranoia”, che dura meno di quindici minuti, William Keegan e soci mettono a segno un altro decisivo passo verso una certa evoluzione sonora che li vede particolarmente dinamici all’interno degli stili e dei generi.
È lo stesso cantante a spiegare l’ambientazione anni ’80 dell’Ep, dando la colpa o se volete il merito alla sua autoradio: «Probabilmente c’entra anche il fatto che nell’autoradio in macchina mi funzioni solo la radio, e quindi finisco sempre per ascoltare Jack FM, e lì passano tantissimo i Depeche Mode».

Già dal primo pezzo ‘Rats’ sembra di essere in uno dei dischi dei Libertines o degli Arctic Monkeys.
Nei brani successivi, come ‘Hi-Fi Television‘ o ‘Spend the night‘ il basso prende sempre più spazio arrivando ad echi new wave che richiamano anche band nostrane come i Soviet Soviet.
La differenza che fa del disco dei Togheter Pangea un lavoro credibile è che in questi cinque pezzi tutti molto tirati riescano sempre a trovare una soluzione capace di dare freschezza alle canzoni.
La bravura è non scivolare mai nella nostalgica riproposizione di modelli passati in cui tanta musica odierna ricade, cercando di ritornare agli anni ’80 senza trovare le stesse soluzioni, che invece in “Non stop Paranoia” tengono in piedi ogni canzone con una propria forza.

Di certo non sarà un Ep a cambiare la storia della musica, ma la rilettura dei Togheter Pangea è importante, specialmente se guardando alle tematiche trattate nelle canzone si scopre come attraverso la riproposizione di un sound a metà tra il punk rock e la new wave si legge la realtà odierna fatta di asimmetrie informative.
Viviamo nell’epoca dell’informazione a portata di mano per tutti, la rete è amica o nemica a seconda di come la si usa, così anche i modelli musicali.
Eppure per molti sembra un’epoca di fake news, di credibilità svenduta al miglior offerente e di superficiali canzoni riempite di sintetizzatori posticci.

L’operazione “Non stop Paranoia” risulta per questo credibile e importante a suo modo, anche per l’urgenza comunicativa senza orpelli e inutili appendici.
Quindici minuti o meno sparati dritti in faccia all’ascoltatore, come uno stereo rotto che non per questo smette di passare almeno un paio di volte al giorno la musica giusta.

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