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The Avalanches – Wildflower


Ciò di cui stiamo per andare a parlare consiste nel ritorno in grande spolvero di una certa band, che ben 16 anni fa si presentò a tutti con “Since I Left You”.
Sto parlando dei The Avalanches, che ai tempi del loro esordio portarono aria di innovazione sia nel pop che nell’elettronica, andandosi così a prendere un bel posto tra i vari artisti dei generi.
Tuttavia, come già detto, decisero di prendersi una lunga pausa (e alla fine di questo ascolto possiamo anche ben intuirne il motivo) per poi rispuntare più forti di prima con ”Wildflower”.

In questo lavoro possiamo da subito notare come la band si sia dedicata allo studio di altri artisti molto importanti della musica elettronica, come possono essere Daft Punk o Chemical Brothers, ma non solo.
Infatti per tutto l’ascolto dell’album incontriamo varie influenze tra le  quali spiccano tendenze verso l’hip hop, difatti tanti sono i richiami alle sonorità di artisti quali Run DMC o anche Jay Z.

Le 22 tracce che costituiscono ”Wildflower” potrebbero inizialmente sembrare un po’ troppe, tuttavia una volta cominciata l’immersione nella loro musica ce ne dimenticheremo subito. Fin da subito potremo respirare un’aria allegramente circense e spensierata che ci proietterà in uno scenario cartoonesco, psichedelico e a tratti soprannaturale.

Tanti sono i brani che possono colpire, ma in modo particolare ne possiamo individuare tre, uno nel primo blocco del disco, uno nel secondo e uno nell’ultimo.
‘Frankie Sinatra’ è un’esplosione di sonorità circensi con qualche tratto più vintage.
La molto ispirata ‘Live A Lifetime Love’ se la gioca bene per attribuirsi il titolo di regina del blocco centrale, ma a spuntarla è ‘The Noisy Eater’, presentandosi vivace e  quasi squilibrata.
Per chiudere il cerchio citiamo ‘Saturday Night Inside Out’, un flusso di suoni ritmati in cui immergersi senza neanche pensarci.

In definitiva, ”Wildflower” è un lavoro molto variegato, dalle mille sfaccettature che consiglierei a chiunque e, in modo particolare, a tutti quelli che viaggiano spesso nella musica di artisti come Daft Punk, Chemical Brothers e Gorillaz.

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