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Status Quo – Backbone


Certo degli esercizi di stile, ma con quale classe!
Partono i riff di ‘Falling off the world‘ e ci si trova immediatamente nel mondo Status Quo.
Certo è un passaggio molto delicata dell’avventura della band, non tanto dal punto di vista discografico ma umano.

Nel 2017 Rick Parfitt, storico chitarrista e co-cantante della band è morto e ormai del nucleo originale è rimasto solo il patriarca Francis Rossi.
Così dopo ben sei anni gli Status Quo incidono questo “Backbone” che non sfigura affatto nella loro immensa discografia.
Sapiente mistura della loro musicalità degli inizi con incursioni nei loro picchi anni Ottanta, fatti di fendenti chitarristici e infiniti rulli di batteria.
Il sound degli Status Quo è riconoscibilissimo da sempre: brani come ‘Cut Me Some Slack‘, ‘Backing Off‘ e ‘I wanna run away with you‘ hanno l’impostazione classica della canzone da stadio. Non a caso furono gli Status Quo con i loro classici nel 1985 ad aprire al Wembley Stadium il Live Aid.
La domanda da porsi casomai è se dopo 57 anni ha ancora senso non rischiare, anche se non si deve dimostrare più nulla.
La risposta secondo me è positiva.
Perchè il rock è anche divertimento e senso puro di effimero.
E Mr. Rossi e la sua band lo fanno in modo davvero eccelso.
Ce ne fossero di band che sanno produrre un disco classico di tale fattura!
E in fondo che senso avrebbe dopo la loro carriera aprirsi a strade che non sono mai appartenute loro?

Un disco ottimo da ascoltare senza farsi troppe domande.
L’arrangiamento dei pezzi e la produzione dell’intero disco sono da manuale e l’assenza del compianto Parfitt non sembra pesare.
Casomai, sarebbe da ripensare quanto band come gli Status Quo o i Kinks siano stati fondamentali per molte generazioni di band rock inglesi dagli anni novanta in poi.
Forse anziché interrogarsi sulle residue capacità di Mr. Rossi bisognerebbe solo consentirgli di incidere un pezzo ogniqualvolta ne hanno voglia e ispirazione.
Godeteveli.

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