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St. Vincent – Masseduction


Annie Clark, in arte St. Vincent, polistrumentista e artista poliedrica, ha dato alle stampe il suo sesto album, “Masseduction”.
La sua carriera musicale, iniziata come chitarrista dei Polyphonic Spree, l’ha vista fare parte della band di Sufjan Stevens prima di intraprendere nel 2006 il percorso solista.
Dopo i primi tre album, nel 2012 ha collaborato con il leader dei Talking Hands, David Byrne, realizzando “Love this giant”.
Ha poi proseguito le collaborazioni con altri grandi artisti: ha cantato come seconda voce nel brano ‘To be kind’ degli Swans, ha composto ‘Roslyn’ assieme a Bon Iver e ‘MANIAC’ con Kid Cudi.
Infine, si è esibita assieme a numerosi artisti quali The National, Arcade Fire, Andrew Bird, Xiu Xiu, Death Cab for Cutie e Television.
Tra il 2014 e il 2015 ha ottenuto il successo commerciale con “St. Vincent”, vincendo un Grammy Award nella categoria “Best Alternative Album”.
La sua ultima opera è stata anticipata da tre singoli (‘New York’, ‘Los Angeless’ e ‘Pills’) e da una fitta campagna promozionale sui social network.
St. Vincent ha comunque voluto sottolineare la diversità di nuovo lavoro rispetto agli album precedenti, definendolo «più personale e introverso».
La presenza della chitarra è meno decisa mentre è maggiore quella del synth, e il tutto confluisce in sonorità elettro-pop – scelta influenzata dalla collaborazione con Jack Antonoff, noto per aver lavorato con artiste del calibro di Lorde e Taylor Swift come co-produttore.

Delle tredici tracce proposte, quella che rimane più impressa è senza alcun dubbio ‘Pills’, una filastrocca sintetica che racconta delle numerose pillole a cui l’artista ha fatto ricorso, dopo l’uscita di “St. Vincent”, per superare l’ansia, la depressione e per sostenere il forte stress dovuto ai numerosi concerti e interviste.

«Pills to wake, pills to sleep / Pills, pills, pills every day of the week / Pills to walk, pills to think / Pills, pills, pills for the family / Pills to grow, pills to shrink / Pills, pills, pills and a good stiff drink / Pills to fuck, pills to eat / Pills, pills, pills down the kitchen sink»

Il brano vanta inoltre la presenza di Cara Delevingne, ex-fidanzata di Annie Clark, ai cori e il sassofonista Kamasi Washington, che contribuisce con un tocco di classe alla conclusione del pezzo.
Di grande impatto emotivo è ‘Happy Birthday, Johnny’, una ballata struggente, composta solamente da piano, lap steel guitar e voce, dedicata ad un amico con una storia simile a quella del poeta Jim Carrol, che per anni combatté dalla dipendenza dall’eroina – «Happy Birthday, Johnny / Wherever you are».

‘New York’, è stato il primo singolo ad anticipare l’uscita dell’album.
In esso St. Vincent racconta della sofferenza causata dalla fine di una relazione amorosa, probabilmente riferendosi alla sua rottura con la modella e attrice Cara Delevingne – «New York isn’t New York / Without you, love […]Where you’re the only motherfucker in the city / Who can handle me».

“Masseduction” è la consacrazione di St. Vincent in una grande pop-star che per essere ascoltata non ha alcun bisogno di hit radio-friendly.
Piuttosto, la predilizione cade sempre sul porre al centro l’opera, proponendo un pop sano e ben costruito.
Annie Clark è l’esempio di un’artista che pur allontanandosi da un sound iniziale molto indie è stata capace di produrre un’opera interessante, rivolta contemporaneamente sia al pubblico underground sia mainstream.

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