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Shine – Matter Of Time


Molto spesso, di fronte ad un album italiano, ci si chiede dove può arrivare quel disco.
Quando ho ascoltato per la prima volta “Matter Of Time”, l’album degli Shine – ovvero l’incontro tra Kekko Fornarelli e Roberto Cherillo – invece mi sono posto la domanda opposta: da dove può venire questo genere di musica?

L’album nato dalla fusione tra Kekko Fornarelli, fine pianista, e la voce di Roberto Cherillo: uscito per Eskape/IRD, il disco ci porta in un dedalo di atmosfere che spaziano dai Radiohead al jazz sperimentale passando per venature di melodia inaspettate senza disdegnare qualche passaggio pop.
Il disco si muove in ambienti gelidi, propri della musica elettronica diventata cavallo di battaglia di band come quella di Thom Yorke ma non solo: i due artisti fanno proprie le influenze della musica internazionale legata all’elettronica da Bristol fino a Londra passando per certe venature mancuniane in brani come ‘Matter Of Time‘ e ‘Leaf‘ fino al singolo ‘All These Things‘.

La voce di Roberto Cherillo è graffiata dalle altitudini che raggiunge in vari episodi del disco, si avverte un senso di catarsi nelle canzoni curate nei minimi dettagli senza per questo eccedere negli arrangiamenti. La produzione è minimale e fonde strumenti analogici con incursioni digitali.
È un album che riassume una certa assuefazione alla realtà propria dei nostri tempi, anche le cose più atroci ci appaiono lontane, mediate da uno schermo o da un vetro da toccare.
Così la musica degli Shine sembra restituirci quel grido primordiale proprio della nostra anima che però arriva gelido, soffocato da troppa alienazione, quel tipo di solitudine che non sembriamo accorgerci di vivere in un mondo perennemente connesso.

Ascoltare “Matter Of Time” è un po’ come svegliarsi improvvisamente da un sonno rassicurante, il sonno che offusca quei sensi che dovrebbero essere sempre attenti agli input che ci portano un passo avanti.
Questo disco è quel genere di input, è un lavoro che ci fa avanzare, che fa avanzare un certo tipo di musica sperimentale senza dimenticare che l’ascoltatore ha bisogno anche della melodia, di alcuni riferimenti.
“Matter Of Time” è un disco ricco e coraggioso, a volte poco capace di scendere a compromessi e proprio per questo motivo necessario, perché tra artista ed ascoltatore è al secondo che si chiede uno sforzo maggiore per avere un’opera che valga la pena di essere ricordata.

Sometimes a Smile‘ fa venire a galla tutta la malinconia che portiamo dentro senza riuscire ad esprimerla in un modo nuovo come invece hanno fatto Kekko Fornarelli e Roberto Cherillo.
I due artisti sono stati di capaci di essere quei musicisti che, come dice il titolo di un loro brano, “suonano la nostra malinconia” (‘The Man Who Plays Your Blue‘).
Per questo alla fine del disco la domanda che ci eravamo posti all’inizio trova una risposta: la musica degli Shine arriva da noi stessi, è quel suono che portiamo dentro ma che per il troppo rumore non riusciamo a far venire a galla, cosa che invece sono stati capaci di fare Kekko Fornarelli e Roberto Cherillo.

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