Sarc:o – Manifesto


Quando decidi di chiamare “Manifesto” un disco, ti stai prendendo una grossa fetta di rischio. Devi essere consapevole che un disco per essere considerato come un manifesto, deve essere in grado di esprimere la forza delle tue idee e far emergere le esperienze che hai vissuto. Stai creando delle grosse aspettative che poi devi necessariamente mantenere.

Questo è il caso di Sarc:o (pseudonimo di Francesco Sarcone), che intitola il suo nuovo EP “Manifesto”. Sarcone inizia la sua carriera nel 2003 come chitarrista, ma è nel 2007 che il suo cammino si evolve, diventando un producer di musica elettronica. Nel corso degli anni Sarc:o partecipa a numerosi progetti: fonda l’etichetta Yalla Records, lavora come produttore e si cimenta in colonne sonore per film, sonorizzazioni ed installazioni.

“Manifesto” vede la luce nello studio Alpha Debt di Bologna, con l’aiuto del produttore Andrea Suriani. Il disco propone tre punti programmatici, per una durata complessiva di 12 minuti. I riferimenti musicali arrivano direttamente dai producer più influenti del periodo, come Apparat, Gold Panda e finisce per strizzare l’occhio alla musica da club. I brani propongono uno schema facilmente riconoscibile come “Struttura + Sovrastruttura”: un primo beat ripetuto che fa da pilastro per il tutto il brano, mentre altri suoni vanno a costruire le variazioni sul tema.

“Manifesto” è il primo punto programmatico ed è quello più complesso, che prevede il maggior numero di stratificazioni. L’immaginazione ci porta verso cunicoli stretti e complessi. “You Are The One” cerca di trascinarci in atmosfere più oniriche e piovose. “Chilidhood” è l’ultimo punto e risulta essere quello più semplice e incisivo, quasi da club.

Una produzione curata e ordinata, ma che alla lunga mostra una mancanza di idee originali: a tratti sembra che manchi l’ispirazione e rischia di cadere nella routine della quotidianità.
Quello sentito fin qui non giustifica un titolo così ingombrante, dando infatti una dimostrazione delle potenzialità di questo producer, ma non convincendo fino in fondo. Questo manifesto rimane purtroppo un poster appeso al muro, senza la forza di trasmettere le sue idee e sgualcendosi pioggia dopo pioggia.

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Luca Nicoli

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"Che potevo saperne io di me stesso? Ero proprio io quel personaggio che riuscivo a percepire con la mia coscienza?" Amante della musica e cresciuto nei vicoli di Città Alta a Bergamo.

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