Matthew S. – Call Me By Your Name


Non crediamo sia frutto del caso se Matteo Scapini, in arte Matthew S., ha vinto il premio Best New Generation Electro degli MTV Digital Days di quest’anno.
Le tracce rilasciate in collaborazione con Von Helten ci restituisconio un album, “Call Me By Your Name”, dove certamente è il chill a farla da padrone, ma senza scadere in un qualcosa che, alla lunga, potrebbe fungere solo da colonna sonora ad un lounge bar. A fare aperitivo con i pezzi di atmosfera in sottofondo ci andiamo tutti: però poi la musica elettronica è altra cosa. E difatti, si sente che Matthew è uno che di gavetta, nonostante la giovane età, ne ha fatta. E pure buona. La versatilità data dall’utilizzo di Ableton è il leitmotif dell’intero album: così si passa rapidamente dal ritmo in crescendo della traccia di apertura, ‘Tokyo Project’, alla cornice delicata di ‘Call Me By Your Name’, che personalmente mi ha rammentato quel brano enorme che è “Flutes” da quell’album altrettanto enorme che è ‘Dark and Stormy‘ degli Hot Chip – e state certi che questo è un complimento vero.
Si parlava di ritmi in crescendo nel primo pezzo del disco di Matthew S.: niente a confronto con ‘D3LTA’, dove la ripetitività delle casse viene sciorinata senza troppi complimenti – in parole povere la traccia che può farvi capire cosa voglia dire ritrovarsi a ballare a 150/ 200 bpm. Dopo Viral Sound, forse il passaggio più ambient dell’intero album, si apre un trittico, a mio avviso, interessante per una serie di motivi comuni. ‘Chanson Classique’, ‘Voyage à Paris’, ‘Cube de Sucre’ sono tre pezzi che avrebbero buonissime credenziali per diventare hits da radiodance (il pianoforte e la linea di basso di ‘Cube de Sucre’ sono emblematici, in tal senso) vuoi per la presenza di sonorità più spiccatamente house, vuoi per i vocals in francese. Questi ultimi, al contempo, però, si mostrano come i veri elementi di debolezza per Matthew S.: a tratti poco azzeccati, come in ‘Chanson Classique’, a tratti quasi ingombranti, come in ‘Cube de Sucre’.
Al contrario, con ‘Relax’, il vocal ben si coniuga con un ritmo nuovamente più electro ed accattivante: e a noi qui pare veramente di essere quasi in pista a ballare in un club oltremanica – well done, Matthew!

Antonio Felline

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Nasce, cresce, corre. Passa il suo tempo a spiegare alla gente come si possa conciliare una visione fermamente laica del mondo ad uno studio appassionato della filosofia medievale. Ama Eraclito, le poesie di Montale, gli Interpol, qualsiasi cosa esca dai piedi di Leo Messi.

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