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Lucy Dacus – Historian

Lucy Dacus, giovanissima cantautrice americana classe ’95, è una continua sorpresa.
“Historian” è il suo secondo album uscito a marzo 2018 per la Matador Records e proprio grazie ad esso la Dacus si riconferma come astro nascente (ormai esploso) nell’infinito panorama indie rock internazionale.

Dieci sono i brani di “Historian”, che si presenta all’ascolto come un capitolo nettamente più maturo e ragionato rispetto al precedente “No Burden” del 2016.
Attraverso questi pezzi la Dacus prende posizione riguardo i grandi interrogativi della vita: la morte, il futuro, l’amore…sogni, perplessità e pensieri di una giovane donna, racchiusi in un disco che in poco meno di un’ora regala un tortuoso saliscendi emozionale.
Il tutto, come anticipato, è raccontato in chiave rock tradendo un po’ le sonorità country tipiche della Virginia, terra natale di questa ragazza nata a Richmond, ma poco importa: nella sua totalità “Historian” è davvero un ottimo prodotto, ben suonato e ben arrangiato.

Sin dal primo ascolto si coglie la freschezza di ‘Yours & Mine’, una ballata dolce e romantica – «I’m afraid of pain / From where it comes / And where it falls».
Anche ‘Pillar Of Truth’ è una bellissima dichiarazione d’amore veicolata da un timbro caldo che nel finale, in un crescendo di pathos, esplode in modo spiazzante – «I am weak looking at you / A pillar of truth / Turning to dust».

«Questo è l’album che dovevo fare» ha affermato Lucy, «tutto quel che verrà dopo questo disco sarà solo un qualcosa in più, un bonus».
Forse è esagerato pensare che questo disco sia l’apice di una così promettente carriera e sicuramente è prematuro credere di aver dato già tutto il possibile alla musica.
Il percorso intrapreso è ancora lungo, la speranza è che una voce così bella ed intensa come quella di Lucy Dacus si spinga oltre, andando un domani ad interpretare nuovi racconti e nuove emozioni.

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