Jumping The Shark – Sogni pesaresi


Se non fossero così giovani, così originali e così trascinanti eviteremmo di farveli conoscere.
Oggi si parla di Jumping The Shark, un duo power rock che come avrete intuito viene da Pesaro.
Qualcuno dice Verdena, altri addirittura Melvins – io, invece, li vedo molto Red Fang.
Sogni pesaresi è il loro secondo lavoro e arriva a distanza di due anni dall’esordio con il full lenght “Fonzarelli”.
All’ascolto di questo Ep si rischia sin da subito di perdere la testa già ascoltando le note di ‘Inutile prima di te‘, assaggio stoner-southern rock con venature grunge vicine alle già osannate Sacerdotesse dell’isola del piacere.
È affascinante ed inspiegabile il muro di suono costruito da soli due corpi sonori: un traguardo, questo, raggiunto solo da pochi pazzi nella storia della musica, quali The White Stripes a livello mainstream piuttosto che le meno conosciute Scimmie.

In questo disco dei Jumping The Shark è la cattiveria a travolgere tutto, anche la seconda traccia in lista: ‘Leonardo nel bidone‘ è una dichiarata adesione all’hard rock.
L’Ep comincia qui ad ingranare, mostrando una sana dose di versatilità e più di una facciata: i Jumping The Shark non sanno solo far casino, con loro siamo davanti ad un bel circuito sonoro.
La band dimostra una importante quanto inaspettata maturità musicale: si destreggia piuttosto bene in uno slalom tra generi all’interno di un percorso determinato.
Si nota infatti la capacità di non finire fuori tema, ammesso che il tema qui esista.
Il disco è in siesta allo scattare del primo minuto di ‘Buonanotte‘, una ballad in stile Verdena, e il rimando alla band bergamasca è piuttosto evidente: siamo vicini alla fine, e note altisonanti suggeriscono di andare a dormire.
‘Cartika/tu me fais du bièn‘ è il brano che sintetizza alla perfezione la definizione su descritta: il resto sta a voi, ai quali l’ascolto dei Jumping The Shark è vivamente consigliato.

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