John Grant – Love Is Magic


Sino al momento del loro scioglimento, John Grant è stato cantante e frontman dei The Czars, band alternative rock nata a Denver nel 1994.
Dopo una decina d’anni passati assieme, sei album in studio ed un Ep, il gruppo (co-fondato dallo stesso Grant assieme a Chris Pearson) si scioglie.
Se qui la carriera di alcuni si ferma, quella di altri, invece, decolla.

Certo, ad oggi fa ancora un certo effetto ascoltare gli album solisti di John Grant e notare la differenza di stile rispetto alla produzione con i The Czars, ma tant’è: “Love is Magic” è il suo quarto album.
Anzi, a dirla meglio, è quello con il suono che ha sempre sognato, come affermato recentemente durante un’intervista.

L’approccio a questo disco è paragonabile alla storia di Alice, la figura nata dalla penna di Lewis Carrol.
Come accade alla protagonista del Paese delle Meraviglie, all’ascolto dei brani di “Love is Magic” si cade in un caleidoscopio elettronico saturo di colori ed emozioni.
A farla da padrone la presenza massiccia di non-sense che quasi fanno passare inosservati i passaggi più delicati del disco.
Un esempio su tutti?
In ‘Metamorphosis‘, pezzo interpretato da Grant in modo leggero e quasi psicotico, emerge una strofa di un’intimità sconvolgente.
«As I enjoyed distraction / She just slipped away», ovvero «Mentre mi godevo la distrazione / È scivolata via» (il riferimento è alla scomparsa della madre). 

Degna di nota sicuramente la titletrack, ‘Love is Magic‘: una ballad lenta nella quale il synth dipinge sprazzi colorati e luccicanti nonostante le liriche nostalgiche.
Tra l’interpretazione del brano ed il testo vi è un piacevole contrasto (ascoltare per credere): «Love is Magic / Whether you like it or not / It isn’t so tragic».
Forse un po’ troppo ridondante il synth in ‘Preppy Boy‘, brano che strizza palesemente l’occhio agli anni Ottanta, mentre si torna sul romantico con ‘Is He Strange‘, altra ballad lenta e profonda.

“Love is Magic” è un disco particolare.
A mio avviso non il migliore nel percorso solista di John Grant ma sicuramente il risultato di quel che da tempo egli stesso andava cercando.
È un lavoro che lo rappresenta in toto e quando un album riflette così integralmente un artista, non c’è molto da fare: o lo si ama o lo si odia.
In questo caso, come espresso dal titolo, “Love is Magic”: è dunque una conclusione scontata, ma ad uno come John Grant ci si arrende e basta. 
 

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