Ex:Re – Ex:Re

Probabilmente ogni recensione di “Ex:Re” che non citi i Daughter avrebbe difficoltà ad essere omologata come tale. E quindi togliamoci subito il dente: il progetto di cui parliamo oggi, che va letto come X Ray, nasce dalla voce e dalla penna dei Daughter, Elena Tonra, che per il suo debutto solista tira fuori un album potentissimo pur nelle sue sonorità misurate e senza sbavature.

Un album di dieci brani che nei suoi 47 minuti racchiude tutta l’esperienza della rottura personale che ha portato in musica quelle storie e quei pensieri che giravano in testa alla nostra Elena.
Per questo nel complicato calembour del nome oltre a X Ray, si può leggere anche Regarding Ex in un gioco di rimandi e significati nascosti propri di una ricerca stilistica ben definita che già con i Daughter ci eravamo abituati a conoscere.

“Ex:Re” è dunque un modo di guardarsi dentro, in profondità, usando gli strumenti della psicologia ma anche e soprattutto seguendo le proprie sensazioni e le emozioni che assomigliano a dirupi scoscesi come certi arrangiamenti.
Alternando ritmi che richiamano alcune produzioni dei Lali Puna a brani tipici del repertorio di Justin Vernon.

Musicalmente la Tonra prosegue sulla via maestra già bene delineata con la sua band ma in questa avventura solista è tutto più personale, tutto più intenso, più intimo e a tratti forse anche più oscuro. Sono gli antri nascosti del suo mondo che è in qualche modo caduto a pezzi e si è frantumato in una decina di brani.

Crushing‘, appunto, ed anche la traccia che apre il disco (‘When The Time Went‘) sono brani carichi dell’impeto che rapisce nei momenti immediatamente successivi ad una rottura, mentre già in New York si prova a tirare il fiato, come in una vertigine che ti costringe su una sedia ed infatti la canzone si chiude con la ripetizione della frase «New York, I’m drunk».

Romance‘ e ‘Too sad‘ sono gli apici dell’album, in cui il dolore è vivo ma non annebbia la vista, un sentimento profondo che non pregiudica la lucidità. Un autocontrollo che in qualche modo permette di conoscere davvero a fondo ciò che significa separarsi da qualcuno.
Un po’ come guardarsi ai raggi X, appunto.

“Ex:Re” in questo album mischia tantissime influenze, dai già citati Lali Puna a Bon Iver, dai Portishead agli stessi Daughter ma è tutto condito da sentimenti intrinsecamente personali che rendono questo senz’altro uno dei migliori album usciti nell’ultima parte del 2018.
Un disco da ascoltare per il lungo inverno dei propri sentimenti, in attesa della primavera ancora lontana, ma che prima o poi arriverà di certo.

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