Dardust – 7


Sin da piccolo ho sempre reputato la musica classica un genere morto da secoli, che sopravvive soltanto per pochi eletti: nella mia testa, l’ascoltatore tipo di questo genere è un vecchietto con la barba bianca ed il monocolo, che parla un misto tra italiano e francese, e che discute di Proust con i suoi amici alto borghesi.
Il nuovo lavoro di Dardust , “7“, mi ha fatto quasi scordare del tutto i luoghi comuni finora citati.

Ovviamente non ci troviamo di fronte ad un album di musica classica dura e pura: Dario Faini aka Dardust, in “7″ mischia sonorità tipiche della neo-classica con quelle dell’elettronica ambient.
Il disco è composto da 7 tracce della durata media di 4 minuti e mezzo, e la prima cosa che salta all’occhio, o meglio all’orecchio, è il modo in cui si sviluppano i pezzi.
Tutti i brani di Dardust sono strutturati in crescendo: si parte sempre da pochi elementi, spesso una semplice linea di pianoforte, e poi man mano ne vengono aggiunti di nuovi fino ad arrivare a ¾ della traccia, dove viene raggiunto l’apice, per poi discendere rapidamente.
Questo schema compositivo alla lunga lascia un senso di déjà-vu, che viene accentuato dalla poca varietà di suoni utilizzati.
Le melodie sono molto semplici ma efficaci: vi è la totale assenza di virtuosismi e passaggi complessi, il che rende l’approccio a questo disco molto piacevole in quanto non è richiesto un orecchio allenato all’ascolto per poterlo apprezzare.
Questa caratteristica peculiare la si nota maggiormente in due brani, ‘Nuovo inizio a Neukölln‘ e ‘Invisibile ai tuoi occhi’, dove l’accoppiata pianoforte-archi, seppur semplice nella scrittura, è di grande effetto.

La parte elettronica di questo disco è ben strutturata e non risulta mai invadente: i synth eterei e i bassi aspri ben si amalgamano con il resto degli strumenti e non si ha mai la sensazione di una distinzione netta tra gli elementi elettronici e quelli acustici.
Lo stampo prettamente ambient voluto da Dardust in questa produzione si manifesta in tutto il suo splendore nella breve traccia ‘In the clouds‘, dove il suono di un temporale si mischia a pulsazioni oniriche.

Dardust ci porta a fare un viaggio, il percorso è ascensionale, la malinconia si mischia all’estasi: “7”, primo album di una trilogia, è un’opera che va ascoltata attentamente, nel setting giusto.
Scordatevi di sentirlo in macchina o con l’iPod mentre prendete l’autobus, il consiglio è di ascoltarlo stesi sul divano ad un volume non troppo alto per lasciarsi, così, catturare del tutto.

Dardust svecchia la musica classica e la rende accessibile a tutti, epurata da tutto ciò che ne rende difficile (e a volte anche noioso) l’ascolto.
Forse il vecchietto baffuto col monocolo esiste ancora nella mia testa, ma di sicuro adesso ha meno rughe.


Contatti ufficiali:
Official Site: dardust.com
Facebook: Dardust Official
Twitter: @Dardust
Youtube: Dardust Official
Vimeo: Dardust
Soundcloud: Dardust

 

Avatar photo

Valerio Tascione

view all posts

Se io avessi un mondo come piace a me, là tutto sarebbe assurdo: niente sarebbe com'è, perché tutto sarebbe come non è, e viceversa! Ciò che è, non sarebbe e ciò che non è, sarebbe!

0 Comments

Join the Conversation →

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.