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Chelsea Wolfe – Hiss Spun


Una lenta marcia risalita dall’”Abyss” di due anni prima con conseguente dilaniante esplosione: questo è il mood iniziale (e totale) del nuovo album di uno dei personaggi più intriganti e creativi del panorama alternativo mondiale, Chelsea Wolfe.

Ho pensato spesso a lei come ad una “Nico del 2000”, ma il paragone è forse riduttivo.
Se parte di questa affermazione vede l’innocente solennità di una sfinge che corre nella vita tramite botte verbali da far restare gli ascoltatori impietriti, in “His Spunn” c’è il pieno impulso artistico di una donna in lotta su un totale naufragio sonoro, coerente e anticipatamente straordinario.

Un’odissea lineare e liberatoria, che passa da momenti sciamanici e tenere trasparenti riflessioni a piene cascate di tremende emozioni, tali da far scalmanare, e talvolta letteralmente lacrimare l’ascoltatore.
Passare da linee gotiche a pure sludge stile Melvins a vocalità che rimandano improvvisamente ai migliori Portishead, a toccanti oscuri minuti acustici, il cui missaggio fa di questo disco un capolavoro di sincronia sonora, sperimentazione di atmosfere, un limbo di vera multimedialità tra visivo e sonoro.
Impossibile non immaginare dei colori e delle figure mobili progressivamente più nitide ascoltando le note e le parole di questo album.
Da ascoltare in piedi, seduti, sdraiati, con o senza alterazioni in corpo, poco importa: Chelsea Wolfe porta tutti con sé nel suo mondo distorto e fantastico, in una risalita con tanti ostacoli e altrettanti estasi.

“His Spunn” è un disco che rappresenta un’esperienza, ed esperienze di tale livello in campo artistisco sono diventate delle vere e proprie rarità.
Lo stile, la decadenza, la vita.

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