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Band Of Horses – Why Are You Ok

Quinto album studio per i Band Of Horses, la formazione di Seattle capitanata da Ben Bridwell.

Dopo un percorso fortunato che ha visto diversi brani diventare hit (anche grazie al loro uso come colonne sonore nel cinema e nelle serie televisive americane), “Why Are You Ok” presenta con un titolo poco gradevole (diciamolo!) ben dodici tracce.

Una miscela equilibrata di indie rock e folk, e stavolta i Band Of Horses recuperano terreno.
Dopo lo scivolone dell’ultimo lavoro in studio era necessaria una riflessione.
Ancor meglio, andava compreso quanto potesse essere affine il mercato mainstream ad una band come quella di Bridwell.
I Band Of Horses la risposta se la sono data da soli, ed il risultato è un disco con la produzione artistica di Jason Lytle dei Grandaddy che rimanda alla genuinità dei loro esordi.

Se in troppi li ricordano come «quelli di ‘The Funeral‘» (immenso singolo tratto dal primo album) è proprio a loro che si rivolge “Why Are You Ok“, con una mano salda al passato e lo sguardo rivolto al futuro.
Hag‘, ‘Lying Under Oak‘, ‘Country Teen‘: uno dopo l’altro, i brani scorrono veloci e suonano familiari, come un caldo abbraccio che arriva (finalmente) dopo tanta attesa.
Chiusa la parentesi della nomination ai Grammy di “Infinite Arms” (2010, Brown Records / Fat Possum / Columbia) ed il pretenzioso “Mirage Rock” (2012, Columbia) – lavoro concepito meramente per un pubblico diverso da quello che abitualmente segue la band – si è qui tornati ad una dimensione terrena.

Il successo dev’essere qualcosa di fantastico ma quando arriva non sempre si è in grado di sostenerne le aspettative, le esigenze ed i ritmi.
Ma a conti fatti, di quale successo stiamo parlando?
A mio avviso i Band Of Horses hanno già realizzato tutto ciò che potevano, e l’augurio è che con questo ultimo disco possano riprendere in mano sé stessi definitivamente.

 

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