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Starmen, la rivincita del rock arriva dalla Svezia

Osservando il mercato musicale svedese c’è una band che negli ultimi tempi si è fatta notare maggiormente rispetto ad altre.
Opeth, Amon Amarth?
Katatonia, Meshuggah, Sabaton?
Assolutamente no, non stiamo parlando di un gruppo Progressive o Metal.
Qui c’è qualcuno che ha scelto di votare la propria carriera al dio del Rock e quel qualcuno risponde al nome di Starmen.

Band di quattro elementi, di loro non si riesce a sapere molto poiché ogni membro del gruppo cela la propria identità vestendo i panni di una misteriosa rockstar glam.
Ed è inutile chiedere qualcosa in più: sono semplicemente Starmen Purple, Silver, Red e Gold.
L’ultimo disco, “Welcome To My World”, è un chiaro invito a conoscerli meglio e se col primo album l’intento era quello di «fare un disco che celebrasse tutte le stelle presenti nel firmamento del rock’n’roll come i Kiss, Whitesnake e Deaf Leppard», in questo secondo lavoro si percepisce meglio la strada che vogliono intraprendere.
Un disco più personale, sempre figlio di un classic rock riconoscibile ma più ricco di elementi.
Un lavoro che è stato accolto con calore non solo dalla critica ma anche dal pubblico, forse in astinenza di queste sonorità.
Eh sì, diciamocelo: in un paese che ha dato i natali alla più iconica pop band degli anni Settanta (gli ABBA) ed è patria dei più importanti gruppi nel panorama Metal internazionale, ci vuole coraggio ad intraprendere un percorso Rock.
Loro però lo hanno fatto e si stanno giustamente godendo i frutti di questa scelta.

Il nome della band suggerisce un’origine spaziale ma la realtà ci riporta sulla Terra.
Come nascono gli Starmen?

Ho sempre pensato che le stelle fossero belle e che la stella, intesa come simbolo, stesse bene all’interno di un ipotetico logo della band.
Da lì ho iniziato a pensare al gruppo con alcune sicurezze di base: era importante fosse formato da quattro membri, tutti ugualmente importanti, in cui tutti scrivono e cantano come Beatles e Kiss.
Personalmente mi piacciono anche le band che sono un po spettacolari e vestono alla moda, in particolare penso ad artisti degli anni ’70 come Elton John, Sweet e Kiss, quindi anche questo elemento è diventato parte delle apparizioni live degli Starmen.
Un po’ come se fossimo dei supereroi legati però al mondo della musica.

Guardando appunto lo stile e ascoltando il vostro sound, le influenze della band sono riconoscibili.
Pensi che sia ancora importante suonare il rock nel 2020?
I giovani, almeno da noi in Italia, non sembrano apprezzare così tanto questo genere musicale legato più ad un mondo di vecchi nostalgici.

Il rock non è morto, assume solo nuove forme e noi ne facciamo parte.
Nuova musica in abiti antichi, per dire.
Penso ci saranno sempre nuove generazioni che ascolteranno questo stile musicale.

A proposito degli abiti, è facile pensare siate stati ispirati dai Kiss: cosa volete dire al pubblico, con questo stile Glam? 

Ho avuto l’idea che gli Starmen si vestissero in abiti fantastici quando ho letto una rivista rock e ho visto che tutte le band sembravano uguali: una manciata di ragazzi arrabbiati con occhiali da sole e giacche di pelle.
Ho pensato fosse necessario distinguersi tra la folla, farsi riconoscere in mezzo alla massa.
In un secondo momento ho aggiunto l’elemento del trucco e devo dire che, con l’idea di essere uomini dello spazio, è stato un dettaglio importante e ha funzionato.
Però non puoi semplicemente usare abiti e trucco, la cosa più importante deve essere la musica.
Un ottimo sound è la base per tutte le band che sopravvivono e penso che la nostra band abbia canzoni molto buone.

La vostra identità è nascosta dietro quattro colori: li avete scelti a caso?
E ancora, perché la scelta di non apparire con i propri nomi?

Li scegliamo casualmente e appariamo a volte come Starmen Silver, Starmen Purple.
Altre volte capita di presentarsi anche con i nostri nomi, in questo facciamo un po’ come i Kiss, dove Gene Simmons è anche il demone.

In poco tempo avete già fatto molte cose: da dove viene questa continua ispirazione quando si scrivono i pezzi?

Personalmente ho scritto musica per tutta la vita e fatto molti dischi sia a mio nome che in altri gruppi.
Quando le cose vanno molto bene l’ispirazione arriva facilmente, è così che scrivo ancora più musica per gli Starmen.

A proposito della tua musica, stai uscendo con un nuovo album: quale nuova canzone ti rappresenta meglio?

Adoro David Coverdale e il blues rock, quindi direi che forse ‘Ready To Give Me Your Love‘ rappresenti al meglio il brano che preferisco dell’album.

Ami il rock e ti ispiri agli anni ’70 e ’80 per la tua carriera artistica, ma dicci la verità: ascolti anche musica contemporanea? 

Ascolto molta musica e di generi differenti, band attuali e ovviamente anche vecchie glorie.
A dire la verità ci sono molti nuovi artisti che mi piacciono, ad esempio ascolto volentieri Coldplay, Gavin DeGraw, The Struts.
Ovviamente la maggior parte degli ascolti però si concentra con le vecchie band.

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