Primo Maggio Roma 2016: tre domande a Miele

Agli artisti incontrati nel backstage del Concertone di Piazza San Giovanni a Roma abbiamo posto le stesse domande: una scelta motivata dalla voglia di conoscere i diversi punti di vista sui temi del lavoro, l’Italia di oggi e i giovani che sognano una carriera in campo artistico.

Siciliana, nuova proposta a Sanremo 2016 esclusa poi in fase di Festival per un errore con le votazioni e un disco uscito a marzo (“Occhi”): Miele si presenta così, col più dolce dei nomi e la timidezza tipica di chi sta muovendo i primi passi nel settore della musica.
Dopo aver lasciato Caltanissetta per andare a studiare a Milano, pare siano state la determinazione e la forza di volontà ad aver spinto la cantante ad andare avanti per inseguire i propri sogni e raggiungere i propri obiettivi.
Affascinata dal mondo del blues e della Canzone Italiana, negli ultimi mesi a chiunque le chieda un consiglio o un parere in merito al suo successo la risposta è una sola: «studiate e credeteci fino in fondo».
Da musicista di strada al palco del Primo Maggio di Roma 2016 con il brano ‘Questa strada‘: ecco la breve intervista che ci ha concesso nel backstage del Concertone.

Che valore ha, oggi, la festa del Primo Maggio?

Bella domanda!
Secondo me il palco del Primo Maggio accoglie chiunque faccia il proprio lavoro con passione.
Nel mio caso, essendo musicista, accoglie la mia passione per questo mestiere e la possibilità di vivere della mia arte.

Come dovrebbero reagire i giovani d’oggi in una situazione di precarietà in cui lo Stato, per primo, non li tutela nel lavoro?

Dovrebbero cercare ed inseguire il lavoro che più piace, purché lo facciano con passione.

Un pensiero per gli artisti emergenti: come cercare di creare una propria identità e distinguersi dalla massa?

Devono essere testardi, e se quella è la strada che vogliono percorrere devono provarci e riprovarci ancora, più volte.

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