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Joshua Radin: storia di un bravo ragazzo

Joshua Radin, icona moderna del folk statunitense, torna protagonista di un grandioso tour europeo che vede le due date di Londra già sold out.
Nonostante la sua carriera sia iniziata solo attorno ai trent’anni, Joshua Radin è stato sin da subito sotto la luce dei riflettori.
Un’ondata di popolarità lo ha infatti investito inizialmente grazie a ‘Winter‘, il primo brano in assoluto da lui composto, usato nella colonna sonora della serie TV “Scrubs”, andata in onda per 9 stagioni fino al 2010 e della quale ancora sono trasmesse le repliche.
Dopo l’enorme successo ottenuto grazie a questo brano, è stata molta la strada percorsa da Joshua Radin, sempre con ottimi riscontri da parte di critica e fans.

Il suo ultimo lavoro discografico, “The Fall” (leggi qui la recensione), è stato pubblicato lo scorso 27 gennaio ed è il fulcro di questa nuova tournée, che toccherà l’Italia solo in due occasioni (Milano e Bologna, 13 e 14 novembre).
Lo abbiamo incontrato giusto il tempo di una breve chiacchierata, per sapere cosa bolle in pentola dopo aver notato nel suo profilo di Spotify la comparsa una sibillina cover di ‘Here Comes The Sun‘, brano dei “fantastici quattro” di Liverpool.

Il tuo ultimo brano è una cover di ‘Here Comes the Sun‘ dei Beatles.
Come mai hai scelto proprio questo brano?

Per anni mia madre mi ha chiesto di provare a fare una cover proprio di questo brano.
George Harrison era il suo Beatles preferito, e a dire il vero anche il mio.
Questa cover è per lei, un pensiero a mia madre.

Prima di diventare un musicista hai studiato pittura: ti capita ancora di dipingere?

Dopo aver iniziato a suonare la chitarra e, subito dopo, a comporre, decisi che il modo migliore per esprimere la mia creatività era scrivere canzoni.
Per questo la pittura è passata in secondo piano.

Sono comunque correlate, la musica e la pittura, nella tua vita?

Davvero molto.
La pittura mi ha aiutato a sviluppare un modo per esprimermi dal punto di vista visivo, e penso che questo si rifletta e si possa sentire anche nei testi dei miei brani.

Chissà quante volte l’avrà ripetuta, Joshua, la storia che lega ‘Winter‘ al telefilm “Scrubs”.
Eppure, nonostante l’enorme consenso che da anni continua ad incontrare, non tutti conoscono il nome e la produzione discografica di questo cantautore, che ha saputo conquistare una posizione nel panorama musicale grazie alla semplicità e alla purezza dei suoi brani.
Accordi semplici e mirati, che uniti a testi che ruotano attorno all’amore e ai sentimenti hanno messo in luce le doti del chitarrista.

Winter‘ è stato in assoluto il primo brano che io abbia mai scritto.
Quando Zach Braff (attore e amico di Joshua Radin, nonché protagonista del telefilm “Scrubs”, n.d.r.) lo ascoltò per la prima volta mi disse di registrarne una demo: il pezzo gli piaque al punto da volerlo far ascoltare anche a Bill Lawrence, il produttore di “Scrubs”.
Tre settimane dopo Bill richiamò Zach, chiedendogli se poteva usare il pezzo in un episodio, e quando fu trasmesso il sito web della NBC andò in crash: molti telespettatori si stavano collegando per ottenere informazioni, per sapere di chi fosse il brano e dove fosse possibile ottenerlo.
È grazie a questo episodio che ho compreso quanto fosse importante dare una reale possibilità a quello che per me, all’epoca, era solo il mio nuovo hobby.
Da allora sono passati tredici anni.

Non ti sei avvicinato al mondo della musica da molto tempo: pensi sia stato un vantaggio? 
Oppure, invece, ti dispiace non aver iniziato prima questo percorso?

Vedo entrambi i lati della questione, ma sono felice di dove la vita mi ha portato.
No, non ho nessun rimpianto.

Sono passati dieci anni dal tuo primo LP (“We New Here”, 2006): cosa provi pensando alla tua carriera?

“We Were Here”, le prime dieci canzoni che ho scritto nella mia vita!
Ancora oggi non riesco a credere a quanto io sia fortunato a fare questo per vivere.

Oca Nera Rock è un magazine che cerca di dare spazio anche agli artisti emergenti: hai qualche consiglio per loro?

L’industria musicale è costantemente criticata, ma se un artista esprimi sé stesso in modo onesto sono sicuro che ci sarà sempre posto per lui e per la sua musica.

I tuoi fans credono che la tua figura unita al tema dell’amore faccia parte di una sorta di duo iconico.
È facile trovare sempre nuove forme di espressione che vertono solo su questo argomento?

Decisamente, no, non è affatto semplice.
Inoltre al momento non sono innamorato, ed è per questo che sto cercando di trovare altrove l’ispirazione per scrivere.

Domanda scontata, ma obbligatoria: che cosa c’è nel futuro di Joshua Radin?
Quali altri progetti, dopo “The Fall”?

Non ho mai registrato un album di covers, e onestamente sto pensando ad una cosa simile.
Non c’è nulla di certo ancora, staremo a vedere.

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