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L’importante è non essere uno fra tanti: intervista a Numa

Il 26 marzo è uscito ‘Il Periodo‘, nuovo disco targato Numa.
Abbiamo incontrato il rocker fiorentino e, proprio come nelle dieci canzoni che compongono l’album, tra crisi, quotidianità, tecnologia e piccole-grandi aspirazioni, ne ha avute di cose da raccontarci.

Come nascono i brani di Numa?

Decido quando voglio e in quell’istante escono fuori dalla mia mente tutte le emozioni accumulate nei momenti precedenti. In poco tempo butto giù i testi di getto o quasi, poi li metto su musica, solitamente su chitarra se voglio dare un’impronta più dura, sul pianoforte quando voglio scrivere una ballata. L’ultima fase è quella del riadattamento, se ce n’è bisogno, di qualche parola o frase per rendere il tutto più musicale secondo i miei gusti.

‘Il Periodo’ è il tuo nuovo lavoro discografico uscito lo scorso 26 marzo.
Dieci brani che raccontano di te, della tua vita e di un cambiamento: quale?

Del cambiamento nei suoi dettagli non ne voglio parlare, credo che la vita privata debba rimanere tale. Quello che posso dire è che ho scelto di smettere con delle abitudini che ultimamente mi stavano spegnendo sempre di più e abbracciare con molto entusiasmo la strada del rischio e delle poche certezze, per essere libero di esprimere me stesso in tutte le mie sfaccettature.

Un Tuffo all’Inferno‘ è invece il singolo che precede l’album, una sorta di apripista al nuovo mondo artistico di Numa. Quali visioni fuoriescono da questo brano?

Un Tuffo all’Inferno‘ ha sicuramente il testo più emblematico dell’intero album, che vuole preparare gli ascoltatori ad una mia ben precisa direzione, facendo capire loro chi è Numa adesso. Tutto ciò ovviamente senza tralasciare la mia vena ironica che, spero, mi accompagnerà per tutta la vita.

Chi è la strega Doris? Facci un suo ritratto…

Beh, il ritratto fisico lo si può capire dal testo.
La strega Doris è l’incubo più ricorrente che ho avuto fino ai 15 anni circa..Per esorcizzarlo, a quasi 33 anni, finalmente me la sono fatta amica.

Nel tuo sound si riscontrano varie influenze hard rock, ascrivibili a band come gli Ac/Dc, i Queen, non potendo non citare anche i tuoi concittadini Litfiba, anche loro fiorentini. Cosa “rubi” dunque a questi grandi nomi e cosa invece rivendichi del tuo essere artista?

I Queen sono stati dei maestri, musicisti totali da cui ovviamente ho cercato di assorbire moltissimo, dedicandomi soprattutto alla voce di Freddie Mercury e al suo essere prima donna sul palcoscenico. Dagli AC/DC ho cercato di prendere il groove nel fare del sano hard rock’n’roll e dai Litfiba la composizione di un certo tipo di rock in italiano.
Il mio look, in fondo, non è poi così diverso da quello di Piero Pelù anche se ritengo di essere un personaggio a lui diametralmente opposto.

Certo che il connubio “hard-cantato in italiano” è sempre un terno al lotto: cosa ne pensi?

Che non mi piace essere scontato o essere uno fra tanti.
Mi piace rischiare ed essere la mosca bianca, o la pecora nera se preferite, e per questo avanzo con la filosofia del “si può sempre creare qualcosa di diverso che funzioni”. Io nel mio piccolo ci provo e accetto la sfida.

Dietro all’immagine di rocker dannato e sopra le righe si nasconde però anche quella di un insegnante di canto. Come vivi questo doppio ruolo?

È veramente faticoso ma anche meraviglioso. Sono a contatto con una miriade di persone, continuo a tenermi aggiornato sulla voce, nonché allenato, e in più si rivela essere una cosa propizia anche dal punto di vista artistico nel senso che hai potenziali sostenitori in più. Chi va a lezione di canto senza informarsi un minimo sul proprio insegnante ed il suo background professionale? E poi l’aspetto più importante: vedere i frutti del tuo lavoro con l’emozione e la felicità che prova un allievo nell’avvertire dei miglioramenti concreti. Credo fermamente che sia la cosa più bella del mondo, dopo stare sul palco davanti a 500.000 persone..

Cos’è che ti affascina di più della dimensione live?

Gli occhi delle persone concentrate nel guardare quello che fai. Bellissimo. Mi sento il re del mondo in quel momento. Intendiamoci, anche in un pub davanti a 5 persone..Avere la possibilità di esprimere te stesso su un palco davanti a gente che è lì solo per ricevere ciò che dai è fantastico, se poi lo fai con una forma di comunicazione come la musica, che ti permette di tirar fuori certe doti tecniche, si trasforma in un connubio di adrenalina irresistibile. Ovviamente anche il pubblico è un elemento fondamentale per far sì che tu possa esprimerti al meglio.

A proposito, abbiamo saputo che hai presentato il disco con un release party al Combo Social Club di Firenze. Che sensazioni hai avuto quella sera?

Mi ero preparato benissimo assieme alla band e proprio per questo ero tranquillo, sapendo che eravamo pronti. Non c’è stato altro bisogno che salire sul palco e dare vita ad una festa, è stato tutto perfetto. Far cantare il ritornello di un Tuffo all’Inferno alle persone poi è stata una sensazione indimenticabile.

Firenze è sempre stata famosa per la sua storia, la sua cultura, le bellezze artistiche, però si è difesa più che egregiamente anche in campo musicale, soprattutto negli anni 80 con i già citati Litfiba e i Diaframma di Federico Fiumani. Qual è la situazione oggi e come vivi tu il rapporto artistico con la tua città?

Di artisti ce ne sono tanti e di talentuosi, come anche tutto il movimento dei luoghi per creare arte. Vi sono diversi posti per fare teatro o spettacoli in generale, magari piccole situazioni ma almeno ci sono. Attualmente manca, purtroppo, un certo genere di musica come la mia ma il terreno è piuttosto fertile come, a mio parere, è sempre stato. Il problema maggiore riguarda la visibilità di un certo tipo: nessuna major o etichetta di un discreto livello ha più voglia o possibilità di investire sugli artisti più particolari. È una cosa che posso capire dal punto di vista economico, visto che internet ci ha messo tutti allo stesso livello e permette di crearsi un progetto più o meno completo senza alcun tipo di aiuto.

Quali sono gli appuntamenti live promozionali del disco?

Ci sono varie date in ponte da definire, per adesso sono ufficiali quelle del 7 giugno a Borgo San Lorenzo (FI) come headliner del festival “Una Nota Per” e il 19 giugno al Circus di Firenze ma conto di suonare moltissimo dal prossimo settembre in poi..

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