Acustica – Un cane

Giovani, bravi e umili (e di questi tempi, proprio l’umiltà sembra essere un valore assente nel mondo della musica emergnte): sono gli Acustica, band vincitrice dell’Underground Live Space.

Oca Nera Rock è stata media partner della prima edizione di questo importante contest organizzato da Garage Radio in collaborazione con il Blitz Live Music Pub di San Giovanni alla Vena (PI) e PuntoRadio.FM.
L’Underground Live Space, per l’importanza anche degli organizzatori, ha visto una straordinaria partecipazione da parte di molti musicisti toscani ed è stato un evento di forte richiamo.
A passare le selezioni per la semi finale sono stati solo otto gruppi che si sono sfidati tra loro in due serate davanti ad una giuria di qualità.
Tra i tanti talenti esibitisi sul palco sono spiccati per originalità e talento proprio gli Acustica, trio pisano votato (a discapito del nome) ad un sound alternative rock.

Come nascono gli Acustica?

Il gruppo nasce fondamentalmente da un altro progetto, i Muzak, in cui Marco ed io, con un diverso batterista, avevano sviluppato molte idee e molti pezzi. In questi brani, scritti ormai diversi anni fa, c’era un po’ tutto quello che entrambi per molto tempo non eravamo riusciti ad esprimere nella musica: esperimenti, sentimenti, passioni.
Purtroppo però le cose sono presto diventate difficili: farsi conoscere al pubblico non è stato semplice e dopo il primo Ep ci siamo letteralmente scoraggiati, abbiamo suonato live molto poco e si è andata via via perdendo l’affinità che all’inizio si era creata e ci aveva legati.
Per questo motivo il gruppo si è sciolto dopo appena un paio di anni di attività.
Sia io che Marco avevamo alle spalle diverse esperienze, sia musicali che non, e riparlando di musica dopo molto tempo dallo scioglimento dei Muzak abbiamo in qualche modo ritrovato la voglia di ricominciare a suonare insieme.
Essendo partiti come trio abbiamo provato a ricostituire la formazione, ma l’ex batterista, già impegnato con altri gruppi, non se l’è sentita di ricominciare con noi.
È così che abbiamo trovato Giovanni, che è riuscito a ristabilire la connessione non solo nei “discorsi da bar”, quelli in cui si raccontano sogni e speranze, ma anche in sala prove.
Insomma, quella connessione un po’ magica che hanno i membri di una band.
Ci serviva un nuovo nome e abbiamo scelto Acustica.
E non perché avessimo deciso di suonare in acustico, avevamo solo deciso di prestare maggiore attenzione ai suoni, alle vibrazioni e alle sensazioni che le nostre canzoni potevano trasmettere senza più perdersi, come un tempo, nel ricercare qualcosa di preciso.
Abbiamo deciso di dare spazio alla creatività: il suono, l’acustica.
Per noi è questa la cosa importante.

Nonostante le difficoltà incontrate lungo il percorso, siete proprio voi i vincitori della prima edizione dell’Underground Live Space: come è stato arrivare alla vittoria in mezzo a tanti colleghi di talento?

Non era la prima volta che partecipavamo ad un contest ma ci era sempre capitato, per un motivo o per un altro, di finire fuori.
Vincere la prima edizione dell’Underground Live Space è stato come se finalmente fossimo riusciti a darci un valore che fino a poco tempo prima avevamo cominciato a dubitare di possedere.
Vincere un contest non vuol dire essere necessariamente i migliori sotto tutti gli aspetti, ma significa sicuramente “aver colpito, emozionato più degli altri”.
Arrivare primi in un contest che è stato davvero ben organizzato, e visto il sound molto bello che avevano tutte le band in gara, è stato come fare un grosso respiro dopo tutta la fatica fatta a trattenere il fiato.

Voi siete una band giovane: quali sono le aspettative per il futuro?
Qual è il sogno nel cassetto degli Acustica?

Ovviamente, come per tutti i musicisti, le nostre fantasie corrono a disegnarci protagonisti di performance straordinarie su palchi immensi e con migliaia di persone che siano lì solo per noi, per farsi coinvolgere dalle loro canzoni preferite suonate dal vivo da una delle band che amano di più.
Il nostro sogno, la destinazione finale, per così dire, sarebbe ciò che accomuna tutti i musicisti: lasciare un’impronta nella storia della musica ed essere annoverati tra i grandi nomi dei geni musicali che tutti conosciamo.
Chiaramente, andando avanti con questa sola aspirazione, ad un certo punto si finisce per scoraggiarsi: dopo anni e anni di impegno, tempo, soldi e passione spesi fino all’ultima briciola, e nonostante ciò continuando anche a suonare in piccoli locali con il solito pubblico (quando di pubblico si riesce ad averne), se un musicista non vedesse nient’altro che la vetta, questa diventerebbe ogni giorno più irraggiungibile ed egli finirebbe ben presto per appendere la chitarra al chiodo.
Crediamo che la cosa più importante sia riuscire a trasmettere con le nostre canzoni ciò che sentiamo mentre le scriviamo e le suoniamo.
Gli Acustica suonano e ogni volta mettono le loro emozioni nei brani che eseguono.
La nostra musica è basata molto sulla ricerca di qualcosa di innovativo, ma se questo non emoziona in qualche modo per primi noi, crediamo che non possa emozionare neanche chi ci ascolta.
Ciò che vorremmo nel prossimo futuro è veder crescere e apprezzare il nostro progetto, giorno per giorno: non siamo ossessionati dal successo sebbene come tutti sia qualcosa che desideriamo.
È tuttavia più interessante la strada che percorriamo nel provare a raggiungerlo: dalla cima c’è sempre una vista bellissima, ma godendosi la scalata si riesce a vedere ogni cosa che ci passa davanti e a portarsela dietro come una parte fondamentale di noi stessi, che ci fa crescere ogni giorno.

Uno dei tanti premi in palio per il vincitore dell’Underground Live Space prevedeva la registrazione di un singolo presso l’Elfland Studio di Nicola Barghi.

Ascolta il singolo ‘Un cane‘ degli Acustica


Guarda le foto scattate durante la registrazione del brano

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