VNV Nation live a Trezzo sull’Adda (MI): i ragazzi fanno ballare

Quella di sabato 27 febbraio si è rivelata una giornata strana sotto diversi punti di vista: la fantascienza e la musica elettronica si sono rincorse per tutta la giornata e la serata si è conclusa con il live set esplosivo del duo industrial dance VNV Nation al Live Music Club di Trezzo sull’Adda.

Tutto ha inizio sin dal mattino.
Sui libri di storia avevo studiato che la Prima Guerra Mondiale si era combattuta in Europa tra più nazioni: tutte queste certezze sono state temporaneamente scalfite dalla visione di un mockumentary (un finto documentario) che spiegava come questo conflitto fosse stato in realtà un’invasione marziana (qui il trailer).
Talmente ben confezionato con immagini di repertorio riguardanti la guerra ed altre create appositamente riguardo gli alieni, questo documentario mi ha lasciato addosso una strana sensazione, quasi come se di colpo fossi stato catapultato in un limbo dove la realtà che conoscevo veniva mescolata alla fantascienza.
Questa sensazione si è fatta sentire ancora più forte quando sono arrivato la sera al Live Music Club: in teoria sarei dovuto essere vicino alle sponde dell’Adda, ma in realtà sono stato inghiottito in un universo parallelo dove il futuro sembrava aver preso un’inusuale direzione verso immaginari industrial e catastrofici.

Ad aprire le danze sono stati i torinesi Stars Crusaders che hanno portato il loro sound direttamente da qualche impero stellare lontano.
Il loro universo è pieno di navi spaziali, guerre interstellari, cyborg e valchirie assetate di sangue.
Il loro sound è scuro e possente e la batteria elettronica suona in modo incessante.
Tra le persone venute ad ascoltare le cronache narrate dal cantastorie di Torino sono quasi sicuro di aver intravisto Roy Batter di “Blade Runner”.
Quella sensazione di smarrimento tra realtà e fantascienza si avvera ancora quando gli Stars Crusaders presentano un brano dal nuovo disco: il cantastorie racconta che sarebbe dovuto essere un brano scuro che parlava di sofferenze dovute a guerre spaziali lontane.
Poco alla volta però la canzone prende la forma di un racconto degli episodi successi al Bataclan di Parigi, dimostrando che a volte la realtà può essere più oscura di qualsiasi film di fantascienza.

VNV NationFinalmente arriva l’evento atteso da tutto il pubblico sbarcato in questo universo parallelo.
I VNV Nation prendono possesso del palco, sia fisicamente che emotivamente.
Mark Jackson in piedi in mezzo alla sua batteria elettrica pesta sui piatti come se non ci fosse un domani e più che suonare la batteria sembra che stia danzando.
Ronan Harris è una mina vagante sul palco: corre da una parte all’altra, scherza con il pubblico, ruba un bastone per selfie e comincia a fare foto random.
Tutto questo, mentre canta in modo impeccabile passando da un arrangiamento orchestrale a pezzi con i BPM altissimi.
La set list dei VNV Nation è completa e pesca a piene mani dalla vastissima produzione musicale del duo inglese, passando da brani famosi che tutti cantano a squarcia gola a brani meno conosciuti. Non servono molti pezzi e quello che sembrava essere diventato un bar oscuro di una galassia lontana, si trasforma in una pista da ballo piena di luce e di energia.
I visual e le luci dietro alla band illuminano e creano bellissimi giochi di luce, ma quello che più sorprende è il sorriso contagioso di Ronan mentre canta i suoi brani pieni di energia.
Quelli in cui i VNV Nation mostrano i muscoli fanno da contraltare a brani più orchestrali come ‘Gratitude‘ e ‘Illusion‘, che riempiono il cuore di vibrazioni positive.

Ad un certo punto Ronan guarda verso di me, che sono appoggiato ad un muro con le mani in tasca mentre tutti ballano: mi fa segno di togliere le mani e di mettermi a ballare.
In quel momento vorrei potergli dire che non si deve preoccupare, che io sono a posto così.
Sono felice di essere lì con loro, di vedere tutta quella gente che balla con il sorriso sul viso. Probabilmente basta davvero poco per riuscire a scappare anche dalla galassia più oscura: basta muovere velocemente i piedi, alzare le braccia al cielo e sfoderare un grandissimo sorriso.

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Luca Nicoli

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"Che potevo saperne io di me stesso? Ero proprio io quel personaggio che riuscivo a percepire con la mia coscienza?" Amante della musica e cresciuto nei vicoli di Città Alta a Bergamo.

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