Unaltrofestival 2019, grandi atmosfere in piccoli spazi

Segrate (MI), 02/07/2019

L’edizione 2019 di Unaltrofestival si condensa in un’unica giornata, quella del 2 luglio, con il Circolo Magnolia di Segrate ad ospitare una line-up interamente al femminile. La defezione dell’ultimo istante di Jade Bird va a modificare ma senza stravolgere un cartellone che ad Anna Calvi come main act aggiunge nomi che provengono da ogni parte del mondo: gli Eugenia Post Meridiem sono italiani, dalla Francia arrivano i Videoclub e direttamente dagli antipodi l’australiana Julia Jacklin. A dispetto delle dimensioni contenute di Unaltrofestival, la nota di merito è quella di impiegare due palchi in alternanza, requisito che dovrebbe essere necessario per fregiarsi del titolo di “festival”: i tempi morti vengono azzerati, basta spostarsi di qualche metro per potersi godere il concerto successivo, non parliamo di certo di Glastonbury ma l’atmosfera che si respira appare diversa da quella di un semplice concerto con qualche gruppo di apertura.

Eugenia Post Meridiem

Unaltrofestival inizia in veranda, con il palco piccolo interno del Magnolia a vetrate spalancate per Eugenia Post Meridiem. La frontgirl chitarramunita è accompagnata da una band dall’atteggiamento pacato, il mood è decisamente lento ma vivacizzato dalla voce squillante e da azzeccate variazioni di chitarra. L’ispirazione arriva da alcune cantautrici americane degli anni Novanta, rivista con grinta stilosa e resa originale dalla scelta degli arrangiamenti. Sonorità convincenti, morbide e confortevoli, dai timbri di chitarra passatisti quanto basta e che a tratti si accostano al calore del soul, agitati da cambi di ritmo spiazzanti e intriganti.

L’attesa dell’imbrunire è prevista in giardino: Unaltrofestival prosegue sul palco esterno che viene inaugurato dai Videoclub, giovanissimo duo francese elettropop. È il synth a fare da base, la chitarra viene usata con parsimonia, la scelta particolare è quella della voce femminile piuttosto al naturale, senza fare un uso massivo degli effetti che il copione prevederebbe. Strofe blandamente rappate, in declinazione femminile come maschile, lanciano melodie ballabili e godibili, dai ritornelli di facile presa. Le sonorità grezze offrono un’atmosfera pulita e spontanea, che non lascia trasparire alcuna pretenziosa velleità disco, ma che si mostra con timidezza e naturalezza.

Videoclub

La svolta impostata e adulta di Unaltrofestival arriva con Julia Jacklin. La cantante e chitarrista australiana ha una voce profonda e priva di sbavature, che sovrasta tutto il resto in un’atmosfera raccolta. Traspare tanta potenza e tanto stile, ricco di composto livore e compiacimento, le emozioni e il pathos vengono percepite ma non si manifestano nella loro pienezza, con grande precisione e tecnica nella gestualità che impedisce di “scendere” tra il pubblico. Quando Julia Jacklin si scioglie, il coinvolgimento ne risente in maniera positiva, il suono si fa più caldo lasciandosi andare su un timbro country blues. La voce è davvero impressionante, e si amplifica in una chiusura aggressiva e lasciva, a chitarre spianate.

Julia Jacklin

Il nome più atteso di Unaltrofestival è ovviamente quello di Anna Calvi, che con atteggiamento da femme fatale si prende subito il centro della scena. Il suono è privo di grinze, è invece la voce a essere un po’ meno diretta. Si impone invece di potenza con la chitarra, appesantita e incupita, celata dietro una maschera goth che aggiunge valore. Arrivano sonorità di impressionante e sorprendente durezza, dando maggior risalto all’anima da rocker anziché all’algido stile cantautorale.

Anna Calvi

Anna Calvi non dà spazio ai fronzoli, tirando fuori un’impostazione ruvida e tenebrosa, senza pregiudicare la precisione dell’esecuzione. Quando poi rallenta esce la vena melodica, ma è molto più accattivante in versione demone, anziché nel ruolo di angelo. Ha l’istinto di un animale per niente pacifico, gira intorno alla preda affilando i canini per poi azzannare al momento buono, affondando la chitarra come una lama. Si fa trascinante emergendo a pieni polmoni, sfoderando una voce imponente senza uscire dalla propria comfort zone, anche quando esce dagli schemi vocali esplorando diversi livelli di profondità sonore.

Per mettere in piedi un buon festival non contano necessariamente le dimensioni: Unaltrofestival è un prodotto ben confezionato dal punto di vista del ritmo e dello stile, operando una sintesi di generi diversi senza azzardare accostamenti improbabili. Avere le idee chiare su cosa si vuole ottenere, questo sì aiuta a raggiungere risultati apprezzabili e a organizzare un’esperienza da ripetere.

Matteo Ferrari

Matteo Ferrari

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Nato nel 1984 nell'allora Regno Lombardo-Veneto. Un onesto intelletto prestato all'industria metalmeccanica, mentre la presunta ispirazione trova sfogo nelle canzonette d'Albione, nelle distorsioni, nei bassi ingombranti e nel running incostante.

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